Album
Foreground Music
-
Nino Ciglio
- 28 Febbraio 2023
Bizzarro poeta della vita di strada, cantautore meno sfaccettato e più politicizzato di un Mac DeMarco, meno profondo di Patti Smith, ma più dinamico di Mark Kozelek, Ron Gallo è passato alla ribalta negli ultimi anni, soprattutto grazie a Peacemeal (2021), ma il suo stile a quel tempo (e in quello degli altri due album ancora precedenti) era figlio di un’urgenza DIY che sembrava permeata da spinte centrifughe e acerbe.
Foreground Music, il debutto di Gallo su Kill Rock Stars (in uscita il 3 marzo 2023) mantiene tanto la variabile vettoriale impazzita, quanto la varietà di stili (dance-punk, noise pop, garage rock), ma lo fa con una consapevolezza decisamente più autorevole. Certo, sembra prendersela un po’ con tutti: i pubblicitari di AirBnB, le multinazionali, gli estremisti, il capitalismo, il cambiamento climatico. Ma il suo approccio non è mai generalista, populista, esagitato. Gallo non risparmia dettagli, esempi, aneddoti della sua vita personale. Entitled Man non potrebbe essere più trasparente: racconta la storia di un uomo che ritiene dovute le prestazioni sessuali di una sconosciuta. Un po’ moralista, forse, ma il fuzz “punkettaro” si confa bene con l’argomento.
A proposito di argomento, il titolo dell’album è la sua chiave di lettura migliore. “Foreground” si potrebbe tradurre con “in primo piano”: gli undici brani del disco sono l’esatto opposto di “background” music. Non sono musica di sottofondo, sono fatti per essere sparati in faccia a volume altissimo, farti riflettere e disgustare. E perché no, anche un po’ ballare. La titletrack è un buon esempio di brano che da personale si trasforma in sociale. La descrivono le parole di Gallo stesso:
Questa canzone è un flusso di coscienza sull’enorme spettro di ansie che alimentano la vita al giorno d’oggi. Un’ode a tutte quelle volte che mi sono svegliato alle 3 del mattino in preda al panico per qualsiasi cosa, dalla fine del mondo al rimpianto per tutto ciò che ho detto o fatto in tutta la mia vita
Ron Gallo
Complice anche il minutaggio scarsissimo, i pezzi dall’animo (post?)-punk racchiudono tutti una tematica comune: quella che confronta, disturba e a volte confonde l’ascoltatore, riuscendo allo stesso tempo a renderlo consapevole di un mondo concepito male. Il freaky pop del disco è come la colonna sonora della presa in carico delle redini della (propria) vita, voltando le spalle all’apatia come filosofia di vita. Non a caso, non sono pochi gli episodi in cui il freno è tirato ed è la melodia a farla da padrona (Vanity March, Yucca Valley Marshalls, Big Truck Energy, I Love Someone…) Il disco è per Gallo “what an existential crisis would sound like if it could also be fun”. Il “fun” deriva dal sapore orecchiabile delle canzoni, la crisi esistenziale dal concepire la chitarra come strumento quasi esclusivamente noise.
Se è vero che Foreground Music prende un po’ dal filone dei Pavement, Stephen Malkmus, Ty Segall, Parquet Courts et similia è vero anche che l’estro carismatico di Ron Gallo si nutre di Talking Heads, Television, Cramps… Un po’ come se volesse ricreare una sorta di CBGB del nuovo millennio. Per ora le idee sono tante (forse un po’ confuse) e il potenziale alto. Chissà se oggi si guadagnerebbe uno slot nel cartellone del celebre locale del Village…
The world is completely fucked, but the universe is inside you
Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
- 1 Entitled Man
- 2 Foreground Music
- 3 At Least I'm Dancing
- 4 Vanity March
- 5 Yucca Valley Marshalls
- 6 San Benedetto
- 7 Can My Flowers Even Grow Here?
- 8 Big Truck Energy
- 9 Life is a Privilege (Interlude)
- 10 Anything But This
- 11 I Love Someone Buried Deep Inside of You
