Album

Arrangements

Preoccupations
9 Settembre 2022 wave post-punk

Nati da una costola degli Women dopo la tragica morte di Chris Reimer e passati attraverso un cambio di ragione sociale, Viet Cong, per assurdi problemi legati al politically correct, i Preoccupations di Matt Flegel e Mike Wallace hanno cristallizzato nel tempo un approccio post-punk sempre più autoriale e meno schizofrenico del taglio arty dei primi.

La band canadese torna il 9 settembre 2022 con il terzo album marchiato con il nuovo moniker, Arrangements, interamente autoprodotto e registrato in due trance: dapprima con il gruppo al completo in studio a Montreal, durante l’autunno 2019, e successivamente rifinito con i singoli membri a lavorare da remoto nei 16 mesi del lockdown pandemico. Il mixaggio è stato invece affidato a Graham Walsh (Holy Fuck), mentre Mikey Young (Total Control) si è occupato della masterizzazione.

Un disco che segue la cupa scia del predecessore con un timbro maggiormente poggiato sulle chitarre – occasionalmente a lambire gli ultimi Wire – e un’ulteriore progressione verso quadrature wave introspettive. Ne è un perfetto esempio la prima anticipazione, Ricochet, sostenuto brano le cui linee di sei corde aumentate da chorus conferiscono un drammatismo catartico alle parole di Flegel («Tutto ha il sapore di una fine amara»).

I testo del brano è piuttosto chiaro e diretto, ma fondamentalmente parla del mondo che esplode mentre a nessuno importa un cazzo.
Matthew Flegel

Musica per un mondo in frantumi ulteriormente esasperata dalla densa fumosità di Death of Melody (traccia condivisa per lo streaming il 25 luglio) che rallenta la ricetta con una patina di foschia riverberata a scivolare su ritmi quasi post industriali e armonie ispide e lacerate dal sapore Interpol. A detta del frontman, le cupe vibrazioni di quest’ultima “trattano di conoscere e dimenticare, di esistere in una via di mezzo tra il permanente e il temporaneo”. Ascolto integrale in calce nelle sezioni Streaming e Spotify.

Riguardo ai Preoccupations, sulle nostre pagine potete recuperare la recensione dell’omonimo album del 2016, firmata da Stefano Pifferi, che ha anche curato quella dell’omonimo lavoro lungo del 2014 dei Viet Cong, precedente moniker utilizzato dalla band canadese.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Fix Bayonets!
  • 2 Ricochet
  • 3 Death of Melody
  • 4 Slowly
  • 5 Advisor
  • 6 Recalibrate
  • 7 Tearing Up the Grass
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