Album
Fake News
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Edoardo Bridda
- 9 Novembre 2022
A tre anni da Fuori dall’hype arriva Fake News, e i Pinguini Tattici Nucleari di Riccardo Zanotti nell’hype ci sono sul serio, ma mica tra le fila di attempati indie snob, piuttosto tra quelle di un pubblico più ampio e generalista. I biglietti per la loro prima data allo Stadio San Siro sono andati sold out in meno di 12 ore dall’apertura delle prevendite. Saranno circa 56.000 biglietti, ovvero svariate volte quelli che venderebbe il 90% delle band italiane, piccole, medie e grandi che siano. In quel 90% fino a ieri c’erano anche loro, che di dischi ne pubblicano dal 2014.
I Pinguini hanno fatto una breve eppur comprovata gavetta, sono una band, hanno gli strumenti e li sanno suonare. Poi è arrivato Sanremo, la formidabile macchina da guerra aggiornata ai tempi moderni (talent e streaming in testa) che abbiamo imparato a conoscere. Zanotti e Co. piazzano la loro Ringo Starr al terzo posto della classifica finale, facendo in seguito il pieno di streaming e di passaggi in radio. La kermesse è soltanto il trampolino di lancio per una band la cui spendibilità mainstream era già espressa nel sopracitato Fuori dall’hype. Un disco che, sommato ai successivi singoli che hanno anticipato la presente release, ha appiccicato ai ragazzi l’etichetta trofeo di 883 della loro generazione.
I paralleli con Max Pezzali e Mauro Repetto ci stanno nella misura in cui sia per il duo che per i Pinguini l’ingenuità della gioventù è vissuta come un momento magico in cui sì ci sono le sfighe, ma anche l’avventura, la scoperta, le luci e i colori sono sempre brillanti e così il futuro e gli amori. I temi di Giovani Wannabe sono quelli, il modello di riferimento però è lo Stato Sociale (power) pop. Sempre tra le nuove canzoni c’è Ricordi, che stilisticamente e a livello di produzione, ha molto più in comune con la produzione folk “espansa” di Ed Sheeran che con Nord Sud Ovest Est. E qui sta pure la principale differenza con l’iconico duo degli Anni d’oro del Festivalbar amato dall’indie anni 00s/10s (vedi Con Due Deca), allora un arrangiamento ruspante e artigianale ti sbatteva in faccia una prosa disarmante e naïf, qui viaggiamo corporate come il rosso Re Mida del pop insegna. In Dentista Croazia, altro estratto, assistiamo proprio a un viaggio 883esco aggiornato low cost, e di imperfezioni e balle di fieno in provincia non ce manco l’ombra. Se pensiamo a canzoni del recente passato, con la produzione di Fabrizio Ferraguzzo e Enrico Brun (Scrivile scemo), un altro modello a cui Zanotti si è rifatto riproducendolo all’interno del proprio immaginario, è quello dei Coldplay, un case study a sé in fatto ripensamenti di carriera in chiave “planetaria” e producer assistita.
A San Siro non si arriva per caso. E va da sé, la scrittura, se la stagione d’oro dell’itpop è tramontata, i suoi pastelli di vita imbevuti nel pop del ‘900 (in formato keyword), sono la premessa iconografica e stilistica di una carriera che ne rappresenta l’evoluzione nel senso più funzionale e raffinato che il buon algoritmo danielekkiano oggi richiederebbe. Non è certo la vita di Gesù girata da Ferretti in Boris 4: nella musica dei Pinguini arrangiamenti, target, modalità e parole sono le stoffe di una ingegneria pop intima e leggera che esplode nei ritornelli o viene svolta su scanzonati midtempo, sporcati di cantautorato e d’ironia. Loro ne rivendicano la bontà sulla sartoria e l’ambizione, ma dei prezzi da pagare ci sono sempre. E ne sa qualcosa Ferraguzzo, con la sua agenzia, direttore musicale a X Factor, attuale manager dei Måneskin, e prima loro produttore, come di Fedez, Achille Lauro e di tantissimi altri.
In Fake News i Pinguini tornano a far le cose in casa perché non sono quel tipo di progetto pieno di feat., co-writer e produttori di grido. In plancia troviamo Enrico Brun di Sony, Marco Paganelli e Giorgio Pesenti, una piccola unità seduta ai comandi dell’Enterprise.
Non è certo un problema che la band non ci restituisca un po’ di questo presente nella propria musica: di favole, Spielberg e Zemekis, abbiamo sempre avuto bisogno. E sì, i Pinguini Tattici Nucleari hanno dimostrato di saper scrivere canzoni generazionali à la Coldplay (non quelli di Yellow, sorry…) con una dolcezza e una sensibilità pari all’irritazione che hanno generato presso quei soliti pochi che contro l’algoritmo e i numeri di San Siro nulla possono.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Zen
- 2 L'ultima volta
- 3 Hold on
- 4 Stage Diving
- 5 Ricordi
- 6 Melting Pop
- 7 Forse
- 8 Fede
- 9 Dentista Croazia
- 10 Hikikomori
- 11 Giovani Wannabe
- 12 Barfly
- 13 Non sono cool
- 14 Cena di classe
