Album
Panic Shack
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Nino Ciglio
- 28 Luglio 2025
Non è una novità che nel Regno Unito il punk non sia mai davvero sparito. Piuttosto, ha cambiato pelle, si è infilato nei festival indie, si è contaminato con ironia e una teatralità rinnovata. Negli ultimi anni band come Wet Leg, IDLES e Shame (per citarne tre che qui hanno forte influenza) hanno riportato quell’energia declinandola con nuovi codici: meno ortodossia, più divertimento. In questo contesto arrivano le Panic Shack, quintetto di Cardiff che ha costruito la propria reputazione dal vivo molto prima di avere un album all’attivo (del 2022 è un simpatico EP dal titolo Baby Shack). Concerti coreografati, battute al vetriolo, un’estetica pop che non cancella ma aggiorna la grammatica del punk.
Il debutto omonimo, prodotto da Ali Chant per Brace Yourself, porta su disco quella miscela caotica e precisa: chitarre agili, linee di basso trascinanti e una scrittura che vive di dettagli quotidiani. Girl Band Starter Pack apre con un groove contagioso e liriche taglienti; Gok Wan e Lazy spostano l’ago verso un’ironia più esplicita, la prima con attitudine punk classica (qui e altrove possono essere chiamati in causa DEVO o Bikini Kills), la seconda flirtando con ritmiche elettroniche. In Tit School riaffiora la tradizione pogo, mentre SMELLARAT sorprende per melodia e aperture indie rock.
Non c’è alcuna pretesa di rifondare il genere: Panic Shack è un album che funziona per compattezza e personalità, infilando citazioni, sarcasmo e ritornelli che restano in testa. Un esordio che conferma come il punk britannico, quando smette di prendersi troppo sul serio, possa ancora essere brillante e godibile.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Girl Band Starter Pack
- 2 Gok Wan
- 3 Lazy
- 4 Tit School
- 5 We need to Talk About Dennis
- 6 Do Something
- 7 Personal Best
- 8 Pockets
- 9 Unhinged
- 10 SMELLARAT
- 11 Thelma & Louise
