Album
Palais Schaumburg
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Tony D'Onghia
- 16 Giugno 2021
Si fa presto a dire post punk, dimenticandosi che qualcuno lo è stato prima di te. Come i Palais Schaumburg ad esempio, fondati in quel di Amburgo nel 1980 da Holger Hiller e Thomas Fehlmann (che i nostri lettori conosceranno per le sue collaborazioni con grossi calibri come Juan Atkins, Alex Paterson degli Orb, Wolfgang Voigt ed il ruolo di prolifico pilastro della scena elettronica tedesca dagli anni 90 ad oggi) ed in fasi successive affiancati tra gli altri da F.M. Einheit (in seguito con gli Einstürzende Neubauten) e Moritz von Oswald. Per il quarantesimo anniversario dell’uscita del loro album d’esordio la label Bureau B ne ripubblica la versione vinilica, colorata e limitata.
Un disco questo nel quale si può sentire dal punto di vista artistico l’influsso di John Lydon e dei suoi Public Image Limited e l’apporto al banco di regia del produttore David Cunnigham dei Flying Lizards. Si sente anche la tipica attitudine dissacrante e obliquamente sarcastica, la presa di distanza dalle convenzioni e il gusto per la sperimentazione che avrebbe caratterizzato per il decennio a seguire (anche ad un livello più commerciale), la cosiddetta Neue Deutsche Welle di cui giustamente i Palais Schaumburg sono visti come precursori.
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