Album

Success

19 Agosto 2022 rock art punk kraut

Quattro anni separano Success, la nuova prova degli Oneida, dai sei che separavano la precedente Romance da A List Of The Burning Mountains, ma la sostanza, ancora buona, ancora viva, è quella. I newyorchesi, che quest’anno spengono 25 candeline, fanno rock reiterato come piace ai tedeschi dei ’70, stradaiolo e minimalista alla maniera dei Velvet Underground o dei Sonic Youth, proto-punk come quello degli MC5 e via discorrendo. Lo fanno con tenacia e un tiro che sembra non stancare mai loro come noi che, disco dopo disco, torniamo a dire le stesse cose, pure con un po’ di sospetto sulla nostra stessa attendibilità.

Sarà eccesso di indulgenza verso un genere che amiamo le cui sorti sono ormai legate a un passato d’analogiche prelibatezze per pochi canuti frequentatori di club ormai sotto sfratto? O ci troviamo davanti a chi una lunga e gloriosa tradizione la sa portare avanti con gusto, passione e noncuranza per tutto il resto?

Lasciamo ad altri gli oziosi paragoni culinari: gli Oneida non si mangiano, si godono, soprattutto nei minutaggi più lunghi e lisergici. Paralyzed dura 10 minuti, neanche troppo per le loro cavalcate più ardite. E siamo a ottimi livelli, senza togliere nulla ai numeri più brevi: Rotten, con i suoi due minuti e mezzo, è corrente alternata di punk rock e krautrock.

Success dura 41 minuti, che s’ascoltano dall’inizio alla fine, senza pause. Formato album. Loro lo hanno presentato come la prova più chitarristica e rock da decenni a questa parte. Da qui il titolo. Ma naturalmente non vanno presi alla lettera.

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