Album
Vanishing Lands
-
Marco M. Boscolo
- 6 Maggio 2022
Come illustra la copertina, il nuovo disco di Netherworld, ovvero Alessandro Tedeschi, patron dell’etichetta Glacial Movements, si apre con un ultimo tramonto (Last Sunset) che indirizza il disco nelle consuete gelide lande frequentate dal musicista, un ultimo raggio di sole che oramai non scalda nemmeno più ma tinge d’oro la scomparsa. E lo fa con un tocco orientaleggiante che registriamo come una interessante novità sonora, assieme a delle voci spettrali, anch’esse coerenti con l’estetica del progetto, ma che se non sbagliamo è la prima volta che ne popolano la musica.
Il resto del programma si dipana mentre quella flebile luce si va affievolendo, con un sottile equilibrio tra catastrofe finale ed eternazione dell’attimo, tra gelidi spazi e desolati e immanenze (dis)umane che rimandano alla caducità dell’esistente. Rispetto a Zastrugi, uscito ben sette anni fa, che «voleva descrivere tramite sonorità techno-dub quelle immense masse di ghiaccio», qui ci sono meno pulsazioni ritmiche e uno scavo più approfondito – ci pare – sul fronte filosofico ed esistenziale di sicura presa, e un’evoluzione della proposta sonora capace di costruire trame vagamente narrative di sicura ispirazione.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Last Sunset
- 2 Thwaites
- 3 Slow Moving Streams
- 4 Stillness Beneath the Ice Pack
- 5 The Beauty of Places Where There Is Nothing to See
- 6 Comet
- 7 Vanishing Lands
