Album

Pirouette

2 Maggio 2025 art post-punk industrial noise

Se Dogsbody era un esordio abrasivo e caotico, tutto nervi tesi, torsioni noise, no wave e dance-punk, Pirouette rilancia con lucidità. I Model/Actriz non rinnegano l’anima tribale e sfatta che aveva fatto gridare al miracolo, ma scelgono una direzione più diretta, meno criptica e decisamente più consapevole. Continuando a spingere sull’attitudine rumoristica e sulla precisione ritmica, il secondo album del quartetto newyorkese diventa un vero e proprio racconto di formazione queer, in cui il frontman Cole Haden mette a nudo la propria storia: dalle prime repressioni infantili fino all’affermazione identitaria. La tensione resta, ma si incanala in forme più danzanti, strutture pop, con un’ironia tagliente e un suono che si fa spettacolo — tra desiderio, vergogna e trasformazione.

Con un cantato che richiama le convergenze teatrali di Jamie Stewart (Xiu Xiu) e citazioni dichiarate tanto improbabili quanto emblematiche — Mariah Carey, Kylie Minogue, Janet Jackson — il gruppo si muove tra l’urgenza fisica di una club music contaminata da post-industrial e l’eccesso performativo del cabaret. L’energia che ne risulta è contorta, febbrile, ma assolutamente irresistibile. Pirouette non cerca più solo lo spasmo, ma anche la catarsi: trasforma la pista da ballo in rito collettivo, la tensione in liberazione. C’è qualcosa di glam, qualcosa di art-rock, ma tutto aggiornato all’era della crisi permanente e del corpo come ultimo spazio politico.

Rumore e dolcezza (Diva), maschile e femminile, fragilità (Highlights, Acid Rain) e provocazione (Cinderella), caos e controllo (Vespers). Hanno ragione quelli di Stereogum: i Model/Actriz potrebbero incarnare oggi un nuovo modo di intendere la musica queer.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Vespers
  • 2 Cinderella
  • 3 Poppy
  • 4 Diva
  • 5 Headlights
  • 6 Acid Rain
  • 7 Departures
  • 8 Audience
  • 9 Ring Road
  • 10 Doves
  • 11 Baton
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