Album
What Makes a Man Start Fires?
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Alessandro Pogliani
- 1 Gennaio 2000
What Makes a Man Start Fires? è il secondo album (dopo The Punch Line del 1981) per il trio da San Pedro, California formato da D. Boon, Mike Watt e George Hurley. Album, ma non long-playing, of course: stiamo comunque parlando della scena hardcore punk californiana, con pezzi che spesso non superano il minuto (ecco uno, non l’unico, dei motivi del nome della band), anche se qui i Minutemen arrivano a superare financo i due minuti e mezzo, per un disco composto da ben 18 brani per una durata complessiva di 27 minuti (quasi il doppio di The Punch Line). Ma anche la semplice definizione “hardcore” va stretta per un progetto trasversalmente tesissimo tra punk-funk e no wave, tra chitarre affilate (per Beacon Sighted Through Fog e Faith dà una mano anche Joe Baiza dei Saccharine Trust) e testi haiku-beat e citazionisti (Bob Dylan Wrote Propaganda Songs), dove ai riferimenti UK (Wire, Gang of Four, Pop Group) si aggiungono i nervosismi dei primi Talking Heads (Fake Contest, The Anchor, Sell or Be Sold).
Come indicato nelle liner notes, le tracce base dell’album sono state tutte registrate nella notte del 3 luglio 1982 ai Music Lab Studios di Hollywood, con overdub di chitarre e voci aggiunti in due giorni nel mese successivo, il tutto mixato dal mitico Spot della SST Records al Total Access Studio di Redondo Beach. Disco ottimo e fulminante, che preannuncia il capolavoro dell’anno successivo: Double Nickels On The Dime.
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