Album

Glass and Bones

3 Aprile 2026 pop indie goth post-punk shoegaze

Prima di chiudere i battenti, dieci-quindici anni fa c’è stato un periodo in cui la Luxury Records poteva essere considerata la risposta svedese alla Captured Tracks e Göteborg un po’ la Williamsburg scandinava. Di quel giro, i Makthaverskan erano – insieme ai cugini Westkust – la band di punta e oggi sono probabilmente uno dei pochi superstiti, anche se l’album precedente (För Allting) risale al lontano 2021.

Pubblicato per la Welfare Sounds & Records, il nuovo album Glass and Bones ci restituisce gli svedesi come ce li ricordavamo: l’iniziale Pity Party è un brano che sintetizza ciò che ha permesso ai Makthaverskan di fare breccia tra gli appassionati di indie chitarristico, ovvero intrecci jangly, energia vagamente post-adolescenziale e le incredibile melodie aperte e di gola di Maja Milner.

Sventagliate primaverili che ritroviamo in più di una occasione (Shatter, Won’t Wait, Gambo…) all’interno di una tracklist che in qualche momento abbraccia il lato maggiormente goth della formazione (la titletrack, Poppy) fino a rallentare i ritmi forsennati nella centrale Black Water e in Anytime (entrambi suggestivi dialoghi tra voce e chitarra).

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Discografia
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  • 1 Pity Party
  • 2 Shatter
  • 3 Glass And Bones
  • 4 Poppy
  • 5 Black Waters
  • 6 Won't Wait
  • 7 Gambo
  • 8 Anytime
  • 9 Louie
  • 10 Öken
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