Album
Broken by Desire to Be Heavenly Sent
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Riccardo Zagaglia
- 20 Maggio 2023
Il Regno Unito ha costantemente trovato un nuovo nome da spendere sul fronte nazional-popolare capace anche di conquistare il mondo. Pensiamo a Ed Sheeran, al primo Sam Smith o ancora prima da Adele, musica rassicurante in totale comfort zone con quel tocco di drammatica emozione un po’ plastificata che vuoi o non vuoi fa sempre presa sul grande pubblico.
Lewis Capaldi, ad oggi, è solo l’ultimo di una lunga serie e i numeri parlano chiaro: il suo album d’esordio Divinely Uninspired to a Hellish Extent è ad oggi il quarto più ascoltato tra quelli usciti nel 2019 (dietro a Hollywood’s Bleeding di Post Malone, WHEN WE ALL FALL ASLEEP WHERE DO WE GO? di Billie Eilish e Fine Line di Harry Styles) e l’hit single Someone You Loved è la quarta traccia più ascoltata di sempre su Spotify (dietro a Blinding Lights, Shape of You e Dance Monkey).
Archiviato il rischio one hit wonder grazie a Before You Go, lo scozzese di Glasgow – dopo l’esposizione via-Netflix fornita dal documentario How I’m feeling now e dalla puntata di My Next Guest Needs No Introduction di David Letterman, amplificata dai media per via della Sindrome di Tourette – pubblica il secondo album Broken by Desire to Be Heavenly Sent, una nuova desolante collezione di terribili ballate malinconiche in formato FM (o playlist) peraltro imbastite da un team formato da una ventina di co-autori (fra cui Max Martin e Tobias Esso Jr.) e producer. E’ un peccato perché da quanto traspare da interviste e attitudine, Capaldi dà l’impressione di essere un personaggio potenzialmente capace di proporre tutt’altro output artistico.
L’album è stato anticipato da Forget Me e Pointless, singoli al momento non in grado di ripetere l’exploit di quattro anni fa.
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