Album
Amundsen
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Nino Ciglio
- 12 Marzo 2023
Amundsen, il grande esploratore Norvegese. Colui al quale il mondo deve le imprese impossibili dei ghiacci, il passaggio a Nord-Ovest, la posizione esatta del polo magnetico boreale, la “scoperta” del Polo Sud. Dando al suo nuovo lavoro (uscito il 10 marzo su Neverending Mina) un titolo così importante, Leo Pari prova a porsi all’altezza delle aspettative.
Dopo essere rimasto fin dal 2016 dietro le tastiere con i Thegiornalisti, aver firmato canzoni di un certo livello come Vorrei cantare come Biagio e La prima volta che sono morto (di Simone Cristicchi), aver scritto brani che per un po’ sono diventati manifesti (anti)politici per i 5 stelle (Ho un Grillo per la Testa, Ci sei o non ci sei) e lavorato insieme ad artisti come Elodie, Malika Ayane, Renga e Zampaglione, era arrivato il tempo di fare sentire la sua voce più seriamente.
Questo Amundsen non è il suo primo album (è il quinto), ma è quello più autorevole, ambizioso. Che dà inizio a una fase definita introspettiva, nella quale le pulsazioni sono più lente e il pop cantautorale si fa materia di riflessione personale e sociale. Non potrebbe essere altrimenti, dato il background emotivo con il quale il cantautore è arrivato alla stesura di queste dieci canzoni.
Mi sono reso conto che anche io stavo affrontando un viaggio lungo, forse il più doloroso e difficile di sempre
Prodotto (dallo stesso Pari) con sapienza e astuzia, creando un sound che a volte odora di vintage (gli Stadio di Dormi, Luca Carboni di Ultima Scena e Venditti di Un anno freddo), altre s’infila come un guanto nella scena itpop contemporanea (un Calcutta di Giorni No che sembra quasi una copia carbone di A mano a mano di Rino Gaetano). Pari ci dice che per scrivere la nuova fatica ha attraversato le “gelide vallate dell’Io”. L’impronta emozionale è (fin troppo) evidente, il tocco social(democratico) pure (Dormi prova a fare la ballata impegnata fra fanatismo islamico e guerra in Ucraina).
Ma Pari è un artista navigato e sa che l’arma della leggerezza funziona. E infatti il disco scorre veloce che quasi non ce ne si accorge, distratti dalle melodie che effettivamente funzionano. Da distratti, potremmo addirittura definire questo sentimento come piacevole. Ma se si cerca un ascolto più impegnato, un sound più sofisticato, una penna più arguta, è meglio guardare oltre.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Amundsen
- 2 Roma Est
- 3 Dormi
- 4 Giorno No
- 5 Un Anno Freddo
- 6 Ultima Scena
- 7 Freezer
- 8 Poi Sei Arrivata Tu
- 9 Il suono della città
- 10 Fenici
