Album

Mayhem

7 Marzo 2025 pop electro

C’è chi come John Lydon non vede in lei un’anima, ma ne rispetta comunque l’impatto agli inizi della carriera. Un attestato di per sé emblematico. Parliamo di Lady Gaga, una popstar che, dalla New York di Madonna, ha saputo segnare un’epoca con il suo pop distintivo, provocatorio, esagerato e massimalista, robotico e futurista.

La stessa miscela che ha accompagnato il cambio di decennio tra gli anni zero e gli anni ’10, un’epoca in cui le popstar sembravano ancora capaci di plasmare il mainstream e sfruttarlo come terreno di innovazione stilistica e culturale. Mayhem nasce proprio dalla paura di tornare a quel sound, un viaggio a ritroso che Gaga ha descritto come “reassemblare uno specchio infranto”: puoi rimettere insieme i pezzi perfettamente, creare qualcosa di bello e completo, ma non otterrai mai lo stesso risultato. Un amaro realismo che si intreccia con una sfida creativa.

L’attesa per il successore di Chromatica – di fatto un prequel – era iniziata già lo scorso settembre, quando Gaga ne aveva annunciato l’uscita durante la promozione di Joker: Folie à Deux, dove l’abbiamo vista recitare accanto a Joaquin Phoenix. Mescolando pop ed elettrock e facendo da ponte tra l’estetica del film e il nuovo album, il primo singolo, Disease, segnava un ritorno ai capisaldi della sua carriera, Born This Way e Artpop. “Hai il veleno nelle vene, questa notte potrei essere il tuo antidoto”, canta nel ritornello, con un’interpretazione urlata e decisa, ma senza veri scossoni. Più interessante Abracadabra, tra dark disco e un ritornello aspirato di area K-pop, dove torna la produzione di Cirkut, uno dei due produttori elettronici (l’altro è l’anima electro affine Gesaffelstein) che hanno affiancato Andrew Watt alla produzione. Il disco si chiude con un brano che stacca completamente dal resto, ma che si riallaccia a una delle tante maschere della cantante, forse proprio quella su cui la critica di Lydon potrebbe calzare a pennello: Die With a Smile, un soft rock dalle tinte soul nato dalla collaborazione con Bruno Mars.

“Quando esploro quel dolore, emerge un altro lato della mia arte”, ha raccontato Gaga in un’intervista a Vogue, aggiungendo che la musica le permette di affrontare i suoi demoni e trasformare il dolore in forza creativa. Una forza che, per quanto autentica, resta incanalata negli stretti ranghi di un music business che, all’inizio, sembrava poter plasmare, ma che in seguito ha finito per incarnare. Un simbolo che si auto-riproduce, imprigionato nell’immagine di sé che ha contribuito a creare. Eppure, Mayhem dimostra che il colpo giusto, se ben assestato, può ancora lasciar il segno.

Il disco è stato registrato presso lo studio Shangri-La di Rick Rubin, a Malibu, California, un luogo iconico dove Gaga aveva già registrato precedenti lavori come Joanne e la colonna sonora di A Star Is Born.

Nel frattempo, Lady Gaga è stata anche attivamente coinvolta nella campagna elettorale di Kamala Harris e ha partecipato a eventi pubblici, come la sua interpretazione di Santa Claus Is Comin’ to Town. Mayhem verrà inoltre presentato a Coachella 2025.

Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
  • 1 Disease
  • 2 Abracadabra
  • 3 Garden of Eden
  • 4 Perfect Celebrity
  • 5 Vanish into You
  • 6 Killah (featuring Gesaffelstein)
  • 7 Zombieboy
  • 8 LoveDrug
  • 9 How Bad Do U Want Me
  • 10 Don't Call Tonight
  • 11 Shadow of a Man
  • 12 The Beast
  • 13 Blade of Grass
  • 14 Die with a Smile (with Bruno Mars)
SentireAscoltare

I più ascoltati