Album

K For Key

7 Febbraio 2025 psych wave post-punk spacey

Dopo il riuscito Fading | Building, che tre anni fa li ha posti sulla mappa con una miscela di krautrock, psichedelia ed esotismo post-punk, i Korobu – ora un quartetto – proseguono con K For Key la loro esplorazione sonora delineando i contorni di un versatile art rock, acido e sci-fi. Nelle loro parole, una forma angolare di primitive wave, un approccio che privilegia l’essenzialità rispetto alle stratificazioni predilette in passato (Porny Bullet Shine con echi di Silver Apples).

Le melodie giocano un ruolo centrale: salmastre e spigolose à la Liars (Velvet Decadence), lancinanti e glam (Cavalcade), dal retrogusto folk (Park), fragili nel solco di nientemeno che Robert Wyatt (Cassandra), pervase da un fascino misterioso. Qui il pensiero va agli Smile, il cui sound aperto e contaminato rimane un riferimento attitudinale per il gruppo di stanza a Bologna (It’s My Cake, uno dei vertici dell’album). Marce fuzz, dub extraterrestre, spugnosa dark-wave: sono molteplici le suggestioni e le tecniche messe in campo da una band che ha ampliato e affinato a dovere il proprio universo sonoro, avvalendosi anche di collaborazioni preziose, come quella di Laura Agnusdei, le cui stranianti parti di sax arricchiscono Sex Toys.

K For Key dura appena 34 minuti, ma mantiene alta la tensione dall’inizio alla fine. È il disco di quello che si potrebbe definire un segreto ben custodito dell’underground italiano, che meriterebbe di ricevere tutti i riflettori del caso.

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Discografia
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  • 1 Love Love Love
  • 2 Cavalcade
  • 3 Sex Toys
  • 4 Velvet Decadance
  • 5 Cassandra
  • 6 It's My Cake
  • 7 Porny Bullet Shine
  • 8 Here
  • 9 Park
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