Album

touched by an angel

20 Ottobre 2023 avant fieldrecordings drone collage_cutup ambient

Il sense of wonder, ma sarebbe più corretto parlare di spaesamento vero e proprio, che da sempre accompagna i patchwork sonori della producer-artist londinese Klein, si ripresenta puntuale anche nel nuovo touched by an angel, che prende il nome da uno show televisivo degli anni ’90, che lei era solito guardare insieme alla madre, e in cui tre angeli scendevano sulla terra per parlare con le persone disagiate e dire loro che Dio li amava.

Il lavoro su campionamenti, suoni trattati, note di piano, droni e layer elettronici conserva un’energia creativa, caotica e a tratti disturbante, che trascende l’avanguardia tout court, palesando il fastidio verso l’accademia e tutto quanto suoni eccessivamente calcolato. Come ebbe a dire in un’intervista di qualche anno fa, il suo studio di registrazione elettivo è il cellulare e i suoni che cattura. Questo per dire, che touched by an angel non fa nulla per essere amichevole e docile, tanto nella filigrana dei suoni, quanto proprio nella narrazione generale che alterna bozzetti eterei e melodici, le magnifiche black famous e storm, alle sue tipiche costruzioni cut’n’paste dadaiste come DJ drop, black timbs, the world is your ensemble o 200 bill dove appare il sax di Matana Roberts.

L’ambient di Klein, quando emerge, è mossa, agitata continuamente da voci trattate e campionamenti. Si veda il deliquio sci-fi di don’t flop TV o episodi come bunk o no weapon shall form against me, dove il glitch turba le acque e concorre a spingere la traccia verso soluzioni completamente inaspettate. Una nebbia notturna e metropolitana ammanta la musica e non si allenta mai, caratterizzando uno dei dischi più torbidamente contemporanei dell’anno.

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