Album
Rack
-
Edoardo Bridda
- 9 Settembre 2024
Dopo 26 anni, il ritorno. E non parliamo di quello sui palchi, che comunque è previsto, ma di un vero e proprio album, il primo dai tempi di Blue. Si tratta di Rack, il nuovo lavoro con cui i Jesus Lizard, venerata noise rock band, allarghiamoci, una delle più influenti degli anni ’90, si ripresentano sulla scena.
L’ipnosi ossessiva, le psicosi tormentate, gli strumenti al limite e l’interplay letale sono quelli dei tempi d’oro. Hide & Seek, il primo estratto, lo scrive a chiare lettere e, a proposito di quelle, sempre di quattro è il titolo del disco, proprio come tutti i precedenti. Come Liar e Goat al cui taglio grezzo rimanda Alexis Feels Sick, un midtempo costruito su un groove minimale e ripetitivo di basso e batteria sul quale si stagliano la chitarra acida di Denison e l’urlo feroce del frontman. Per chi se lo stesse chiedendo, quell’Alexis ‘che si sente male’ (perché disgustato dalla società) è Alexis Fleisig, batterista dei Girls Against Boys/Soulside. Nel video i suoi pensieri viaggiano in forma comica ma pur sempre lacerante. A detta dei protagonisti, in scena va il caro vecchio tardo capitalismo ed è un beffardo studio su avarizia, gola e… sui cani. Puro stile Jesus Lizard.
Moto(R), ultimo singolo pubblicato prima dell’uscita dell’album (previsto per il 13 settembre 2024 via Ipecac Recordings), è il brano più diretto, anthemico e punk del lotto. La mancanza di Steve Albini, produttore di tutti gli album del gruppo, si fa sentire. Il propellente però è sempre di marca Stooges, miscela che compensa un ritorno comunque all’altezza della loro fama – superiore ai lavori su Capitol, difficilmente competitivo per quanto riguarda un’ideale podio dei migliori lavori della band.
Ricapitolando
L’ultima manifestazione a livello discografico dei Jesus Lizard – fatti salvi il live album Club, il 7″ allegato al libro “Book” e il box set con tutti i 45 giri della formazione Inch – è Blue, album del 1998 piuttosto fiacco e quasi fisiologico canto del cigno di una band che per tutti gli anni ’90 aveva incendiato i palchi (e pure i parterre, considerando che Yow passava quasi più tempo in concerto sospeso tra la folla che con i piedi sul palcoscenico) lasciando un segno indelebile nella scena e nelle scene promulgate dall’etichetta Touch And Go e da Steve Albini.
Sciolto una prima volta nel 1999, il gruppo si è riformato circa 10 anni dopo riunendosi con il batterista Mac McNeilly. Di quel tour abbiamo una testimonianza, la data era quella al Circolo degli Artisti di Roma del 21 settembre 2009. Sempre di quel periodo, la ristampa rimasterizzata degli album in studio a cura di Steve Albini e Bob Weston tra cui uno dei capolavori personali della formazione, Goat del 1991 (di cui ci siamo occupati con una recensione classic). Ne è seguita una seconda reunion nel 2017, sempre live, che ha interessato i soli Stati Uniti. E ne è prevista una in supporto alla prova in arrivo quest’anno.
Nel frattempo, tra le altre cose, il frontman David Yow si è unito ai Flipper in sostituzione di Bruce “Loose” Calderwood per il tour celebrativo del 40esimo anniversario della band del 2015, continuando nel frattempo la carriera di attore e appassionato cat lover (esiste un libro, Copycat: And a Litter of Other Cats, che contiene una raccolta dei suoi numerosi disegni di felini).
Tracklist
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Discografia
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- 1 Hide & Seek
- 2 Armistice Day
- 3 Grind
- 4 What If?
- 5 Lord Godiva
- 6 Alexis Feels Sick
- 7 Falling Down
- 8 Dunning Kruger
- 9 Moto(R)
- 10 Is That Your Hand?
- 11 Swan The Dog
