Album

Open Wide

7 Febbraio 2025 pop easy_listening rock

I tagli si sono rimarginati, i lividi riassorbiti. A due anni e mezzo da Cuts & Bruises, la seconda prova in studio che fece seguito all’esordio It Won’t Always Be Like This (arrivato primo in classifica nel Regno Unito e in Irlanda), gli Inhaler tornano tirati a lucido con un album che potrebbe determinare un cambio di rotta per la band capitanata da Elijah Hewson, il figlio di Bono.

Sembra infatti essere più improntato alla solarità, Open Wide, il terzo disco della formazione dublinese, in uscita per Universal. Solarità e maggiore apertura, appunto. Questo almeno a giudicare dai primi tre estratti. Your House sembra giocoso di una giocosità che fa quasi Talking Heads, se non sembrasse una bestemmia l’accostamento. Rimarchevole è comunque il tentativo del quartetto di suonare più pop, grazie anche a un ritornello killer, smarcandosi da quelle sonorità gotiche vicine all’estetica new wave/post-punk di fine anni ’70/inizio ’80 che l’avevano sempre caratterizzato. Certo, strutturale resta quell’affinità con la band di papà Paul, come appare evidente dal bridge a tre quarti di canzone che uno potrebbe scambiare per materiale uduico risalente a un All That You Can’t Leave Behind. Del resto, il tema della valigia (il sopracitato album degli U2 è appunto chiamato informalmente La Valigia dai fan di Bono & co.) è ben presente nel videoclip ufficiale del brano, che potete vedere nella sezione streaming della presente pagina. Ma il paragone si esaurisce qui, dal momento che il pezzo in questione, pur caratterizzato da una spiccata vena easy listening nel solco di quanto la band ci ha già fatto ascoltare, suona di gran lunga migliore rispetto a gran parte della produzione degli U2 degli ultimi dieci anni perlomeno.

La canzone parla dell’inseguire una sorta di forza distruttiva nella propria vita, in sostanza desiderando qualcosa che non va bene per te. Non abbiamo mai pubblicato una canzone che suonasse così, sia dal punto di vista sonoro che musicale, copre molti territori diversi che abbiamo cercato di esplorare nell’album mentre lo stavamo scrivendo e registrando. Siamo una band ambiziosa che vuole creare musica iconica, in particolare quando le cose sembrano così distruttive. “Your House” racconta dell’appartenere a qualcuno o qualcosa che è dannoso per se stessi. I versi sono blasé ma il ritornello è spirituale. Amo questo contrasto

Open Wide, title track e settimo pezzo in scaletta, ha invece un tiro più dance/house/EDM, un’eterea incursione suburbana in ambienti New Order, se vogliamo, dove oscurità e luce si contendono il terreno metro dopo metro.

Open Wide era originariamente un breve demo di house elettronica che giaceva nel nostro cimitero delle canzoni. Quando l’abbiamo portata in studio a Londra per la registrazione dell’album e abbiamo iniziato a suonarla nella stanza, ha assunto una forma quasi opposta: ha ancora quel taglio ipnotico ma è diventata panoramica. Ci piace molto.

Anche A Question Of You ha un mood “estivo”, vacanziero, quasi scanzonato, con tanto di ritornello trainato da marcetta psichedelica.

Per me questa è una canzone d’amore, che parla di come bisogna prima essere onesti con se stessi per essere sinceri con qualcun altro. Del tipo: ‘Devo risolvere i miei problemi per poter stare con altre persone’. È anche una questione di anime gemelle. Il coro ha davvero svoltato il pezzo in questo caso.

Open Wide è stato registrato con il produttore Kid Harpoon, aka Tom Hull, che in passato ha prodotto l’album Harry’s House di Harry Style, e contiene 13 canzoni.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Eddie In The Darkness
  • 2 Billy (Yeah Yeah Yeah)
  • 3 Your House
  • 4 A Question Of You
  • 5 Even Though
  • 6 Again
  • 7 Open Wide
  • 8 All I Got Is You
  • 9 Still Young
  • 10 The Charms
  • 11 X-Ray
  • 12 Concrete
  • 13 Concrete
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