Album

The Vanity Project

26 Gennaio 2022 elettronica beats

Il nome Iceboy Violet non dovrebbe suonare nuovo a chi ha tenuto d’occhio le produzioni più interessanti di Manchester e dintorni di questi ultimi anni. Il suo (queer) rap cromato che incrocia spoken word, poetry, catatonia trap e scampoli pop, si è fatto notare nell’acclamato im hole di Aya e in Armour II dello spirito affine Blackhaine, in cui si divideva il microfono con Blood Orange. E anche giù nel Sud del Regno Unito si sono accorti delle sue doti, con Loraine James a volerlə in Reflection del 2021.

The Vanity Project è il debut mixtape e arriva dopo una gavetta nei club locali che contano (The White Hotel e Soup Kitchen) anche come parte del collettivo Mutualism. E gli anni spesi a trovare la propria voce e i suoni con i quali veicolarla sono serviti, tanto che questo lavoro sembra la naturale continuazione di Drown To Float, disco in cui venivano re-immaginati brani di Young Thug, Lil Durk e altre star USA in ottica dark ambient.

Gli Space Afrika proiettano la loro distintiva e disorientante Urban Ambience nell’omonima opener track, che Iceboy Violet abita con una narrazione umorale, vulnerabile ma resiliente. Si tratta delle prove generali di un disco breve ma terribilmente affascinante. Are U Connected sceglie la via della delicatezza, una minimale melodia laurieandersoniana accompagna strofe accorate che rappresenteranno l’unico spiraglio di luce in una scaletta che ci porta giù negli abissi dell’anima.

In Vanity (prodotta da Jennifer Walton) e Antiskeptic (sulla quale hanno messo le mani Slikback e Nick León) le barre di Violet corrono sul filo di un’asfittica (industrial) trap, in Lilith ad accompagnarlə troviamo il sopracitato Blackhaine e Daemon & Orlandor, per la traccia più grime compatibile del lotto (produce Mun Sing dei Giant Swan). Il tiro si è fatto più combattivo, le basi spezzate pesano una tonnellata, terreno che Deathdrive – prodotta da Exploited Body – contribuisce a cospargere di napalm; non siamo affatto distanti dalle infernali cattedrali sonore di The Bug, mentre Atone/Blankface ne è l’after party, in cui ritroviamo aya (che si firma LOFT), ultimo atto di un disco che sembra abitare lo stesso spazio narrativo di un thriller in bilico tra fragilità e crudezze, musicato da Reznor e Ross.

Iceboy Violet sembra aver la stoffa imprevedibile e carismatica di Jpegmafia e la versatilità di un Mykki Blanco. Qui abbiamo 24 minuti e 53 secondi di – chiamiamolo – mixtape che convincono per qualità, urgenza e varietà.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Urban Ambience
  • 2 Are U Connected
  • 3 VANITY
  • 4 Antiskeptic
  • 5 Lillith (feat. Blackhaine, Daemon & Orlandor)
  • 6 DEATHDRIVE
  • 7 Atone//Blankface
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