Album

Disaster Trick

16 Agosto 2024 rock indie

Si erano un po’ persi per strada gli Horse Jumper of Love, band di Boston composta da Dimitri Giannopoulos (voce e chitarra), John Margaris (basso e seconda voce) e Jamie Vadala-Doran (batteria) che aveva creato un piccolo culto tra gli appassionati dell’indie rock “suonato come una volta” nel 2016 con l’omonimo album d’esordio.

Da allora il loro slowcore a dosaggio 90s slacker non si è mosso più di tanto finendo per difettare un po’ di creatività nei successivi So Divine (2019) e Natural Part (2022). Nella quarta fatica intitolata Disaster Trick (pubblicata via Run For Cover) a dire il vero ritroviamo Giannopoulos e compagni nei territori che ben conoscono  (dove ogni tanto trovano spazio anche distorsioni gazey) ma l’ispirazione sembra decisamente più elevata rispetto ai due dischi precedenti, tornando ai fasti del debutto.

Le undici tracce del disco rimangono salde su un equilibrio fatto di melodie dimesse, suoni che avvolgono in crescendo emozionali, chitarre che emergono dal torpore taglienti e disperate (la produzione di Alex Farrar, già al lavoro sulle idee di MJ Lenderman, aiuta). I due highlights sono probabilmente l’opener Snow Angel (più muscolare e debitrice nei confronti dello shoegaze) e Today’s Iconoclast che suona davvero come una qualche mancata hit indie del 1998.

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