Album

Mosquito

6 Marzo 2026 indie shoegaze dream

A tre anni dal precedente Sincere, le direttrici su cui si muovono i nostri non sono cambiate di molto: ci troviamo sempre all’incrocio tra indie pop, shoegaze e alternative, quell’aria da Blonde Redhead con meno inquietudini, MBV meno estremi, qualche pennata dai Cure zona Disintegration.

Loro lo fanno in modo morbido, stendono le loro melodie disinvolte e dolenti su binari adatti a una malinconia talvolta ironica, che è quella con cui affrontano il tema dell’amore e di certi tormenti in generale: dai pensieri notturni dell’iniziale Landslide a come risultino vuote ed estranee le canzoni d’amore quando non si è innamorati, a figure misteriose a metà tra i vampiri (Stinger, dalle movenze pesanti e il tocco più ruvido) reali o simbolici dai quali si può essere Stung Again (litania vagamente folk) come da quelli del regno animale di Mosquito, che intitola l’album riassumendo il tema del drenaggio emotivo tra rumore, melodie aperte e tormento: “I didn’t know when it went bad”, si dice nella canzone, e l’album sembra una lunga riflessione per provare a capire.

Guts sposta appunto il pensiero nelle viscere, con i ricami di una chitarra che sembra acustica ma non lo è, contrariamente alla breve e sommessa Sad Eyes prima che Last Summer I’ll Spill chiuda il discorso con un vago disincanto pigro. L’album conferma i pregi del gruppo ma anche i limiti di una formula un po’ troppo classica (che rinuncia anche a qualche variazione che c’era su Siesta, 2018) anche se alla fine piacevole.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Landslide
  • 2 Angel Cupid
  • 3 This Guy
  • 4 Stung Again
  • 5 Mosquito
  • 6 Brighter
  • 7 Guts
  • 8 Still Thinking Of You
  • 9 Stinger
  • 10 Sad Eyes
  • 11 Last Summer I'll Spill
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