Album
Cani Sciolti
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Luca Roncoroni
- 14 Marzo 2023
Eravamo rimasti al confuso FEAT (Stato di natura) in cui Michielin si prestava volentieri a duettare praticamente con chiunque passasse da quelle parti, su pezzi che definire dimenticabili sarebbe ingiustamente generoso. Poi una comparsata abbastanza ridicola come direttrice di orchestra a Sanremo, la partecipazione al festival con Fedez, la conduzione di X-Factor 2022 e di Effetto Terra su Sky Nature (trasmissione che affronta i danni al pianeta e come limitarli) e la pubblicazione di un libro, Il cuore è un organo, pubblicato da Mondadori sempre lo scorso anno.
Da una parte quindi la chiara volontà di estendersi a campi “altri” dello spettacolo, dall’altra una direzione artistica piuttosto insondabile. Se ai tempi di 2640 pareva chiaro l’intento di buttarsi su una fetta di mercato indie-pop composta da chi va al Mi Ami e guarda Sanremo per poi commentarlo su Facebook, quello che è venuto dopo è stato abbastanza difficile da collocare.
Ora con Cani Sciolti la carta giocata è il ritorno a qualcosa di più intimo e personale: nessuna collaborazione, tante ballate, la stessa Michielin spesso e volentieri (e sbandieratamente) coinvolta a livello compositivo e produttivo. Un’esibita autarchia che dovrebbe – nelle intenzioni – fungere da sigillo di garanzia sulla sincerità e sulla bontà dell’operazione. La verità è che il disco mostra tutti i suoi limiti: un’interpretazione vocale che sarebbe perfetta per una soundtrack Disney da Grandi Classici ma che troppo spesso finisce col suonare troppo zuccherosa (l’effetto musicarello di Frozen è sempre dietro l’angolo), una serie di ballatine tutte archi e piano piuttosto insipide e che diventano rapidamente indistinguibili l’una dall’altra, in generale poche cose che incidano davvero e riescano a farsi ricordare per più di qualche dovuto passaggio in radio.
C’è qualche tentativo di uscita dalla comfort-zone: il “rockino” di occhi grandi grandi, la patchanka un po’ funk e un po’ tante altre cose orientaleggianti di ghetto perfetto, le facilonerie EDM di bonsoir. Veramente poco che possa trattenere gli sbadigli quando parte l’ennesimo piano introspettivo liofilizzato.
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