Album

Magia Bianca

Dello spaesamento di Francesca Michielin avevamo già parlato in occasione del Festival di Sanremo 2025, quando portò Fango in paradiso, revenge song interpretata con grande intensità ma alleggerita da una scrittura fin troppo zuccherosa. Quel brano rappresentò la fine di una fase personale e artistica complessa, culminata poi nella separazione dalla storica manager Marta Donà e nell’avvio di un nuovo percorso. Un cambiamento inaugurato dal singolo Francesca e oggi concretizzato in Magia bianca, sesto album in studio pubblicato per Columbia/Sony.

Il disco nasce con l’obiettivo di segnare una discontinuità rispetto al passato attraverso un concept incentrato sulla stregoneria, tema affascinante ma scivoloso nella resa. Proprio qui emerge uno dei limiti del progetto: una certa didascalicità, probabilmente ricercata, che in alcuni momenti finisce per depotenziare la forza evocativa del racconto.

Nonostante ciò, Magia bianca si presenta come uno dei lavori più convincenti della discografia di Michielin dopo 2640. Condivide con quel disco una buona fluidità d’ascolto e una scrittura riconoscibile, arricchita qui da un’elettronica più marcata e da suggestioni medievali. Meno memorabili risultano però le canzoni: tra gli episodi migliori spiccano Una donna non può, Strega comanda, Litha e Solstizio d’estate. Con tutti i suoi limiti, il disco conferma la capacità della cantautrice di dialogare con il pop mainstream. Per trasformarlo davvero in alt-pop (perché questo sembra l’obiettivo), però, serve ancora qualcosa in più.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 1484
  • 2 Una donna non può
  • 3 Il canto delle anguane
  • 4 Feral Girl
  • 5 Strega comanda
  • 6 Litha
  • 7 Solstizio d'estate
  • 8 Magia bianca, magia nera
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