Album
Witness Marks
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Nino Ciglio
- 23 Settembre 2023
Quattro anni dopo Antartica, il loro album più di successo, tornano a farsi vedere i californiani Flat Worms. Questa volta il loro ritorno è segnato da un album, Witness Marks (in uscita per Drag City il 23 settembre), che mostra i lati più eclettici e abrasivi della band post-punk. E lo fa grazie alla produzione certosina di Ty Segall, la cui impronta risulta evidente fin dal primo ascolto.
Intendiamoci, la formula rimane invariata. Basso chitarra e batteria che picchiano diritti e si allineano sulle linea vocali, talvolta con effetti a-tonali alla Sonic Youth, talvolta in maniera più armonica. Una combo di forza brusca e testi surreali martellano l’ascoltatore fin dall’opener Sigalert, che da un lato richiama gli albori del post-rock di band come Wire o Gang of Four, dall’altro non può che non rientrare nel fil rouge revivalista di IDLES, Fontaines D.C. ecc.
La musica dei Flat Worms si muove in una cornice da esperimento sociale, fra la critica alla società contemporanea di Time Warp in Exile e Suburban Swans e la commiserazione, talvolta esilarante (Gotta Know, Sick of my Face), altre volte un po’ troppo ambiziosa (SSRT, 16 Days). Il pregio di Witness Marks sembra essere quello di cercare i suoi riferimenti più ingombranti nel proto-punk e nel garage di band come gli Stooges, MC5, Sonics e impostare da qui un discorso articolato con i mostri sacri come P.I.L. o The Fall.
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