Album
Radical Romantics
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Edoardo Bridda
- 10 Novembre 2022
A cinque anni da Plunge, Karin Dreijer torna a nome Fever Ray con Radical Romantics, un disco dai toni anche decisamente alienati, una dark elettronica che prende innanzitutto il nome di What They Call Us. A co-produrre il brano c’è Olof, fratello di Karin, quando i due assieme sono noti anche come The Knife. Di fatto questa è la prima traccia inedita alla quale i Dreijer collaborano da För Alla Namn Vi Inte Får Använda, brano condiviso con il collettivo Europa Europa. Ed era il 2014, non proprio ieri.
Radical Romantics parla sia al cuore che alla mente, alla pista da ballo e alla camera da letto. È pop visionario che bilancia temi come la vulnerabilità, l’ansia e l’insicurezza. Le session sono iniziate nell’autunno del 2019 negli studi di Stoccolma costruiti con il fratello, dopo la fine dell’ultimo tour di Fever Ray nel 2018 e dopo che Olof era tornato a vivere a Berlino. A metà del 2020, Olof si è unito a Dreijer per lavorare al disco, co-producendo e co-scrivendo il sopracitato What They Call Us e altre tre canzoni.
A collaborare al disco troviamo inoltre Trent Reznor e Atticus Ross (Nine Inch Nails), la DJ e produttrice portoghese Nídia, Johannes Berglund, il progetto Aasthma di Peder Mannerfelt e Pär Grindvik, oltre all’artista sperimentale e produttore Vessel. Infine Martin Falck, collaboratore di lunga data, ha creato con Dreijer il mondo visivo di Radical Romantics.
Secondo singolo estratto dal lavoro è l’electro-pop di Carbon Dioxide, brano in cui Dreijer descrive la sensazione dell’innamoramento. I punti di riferimento spaziano dallo standard di Henry Mancini Baby Elephant Walk (Dreijer la considera la «melodia più felice») alla prima lettera ai 1 Corinzi 13:1, fino alla raccolta di saggi di Anne Morrow Lindberg del 1955, Gift from the Sea.
«Penso che la direzione dovrebbe essere bella, felice, piena di tutto, extra tutto», ha detto Dreijer a Vessel durante la genesi della canzone. Vessel aggiunge: «L’anidride carbonica, essendo un composto definito dal suo legame con l’ossigeno, mi sembra la chiara espressione chimica della compassione da cui dipendono le condizioni di vita sul nostro pianeta. Compassione e gioia; felicità che l’assurdo e il grottesco preservano dal sentimentalismo; l’extra-tutto della Natura senza alcuna costrizione».
Nel terzo estratto, Kandy, i fratelli Dreijer rendono esplicito il gioco dei rimandi con i Knife, sia nel video di Martin Falck sia nell’utilizzo di un particolare synth (SH101). La produzione, rimane comunque affare del progetto Fever Ray qui sospeso tra escapismo esotico di matrice 80s e testo e melodia tutt’altro che leggeri.
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