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Multitudes

Copertina di Multitudes di Feist
14 Aprile 2023 art indie soul folk

Leisle Feist ha fatto le cose con calma, sbattendosene, a quanto pare, delle leggi del mercato musicale che richiedono l’uscita di un singolo ogni due mesi. Dopo sei anni dall’uscita dell’ultima fatica in studio, la cantautrice torna con tre tracce che anticipano l’uscita del disco Multitudes.

Non è una sorpresa per la musicista canadese: già il precedente disco, Pleasure, aveva visto la luce dopo sei anni dal suo terzo album, Metals. Questo non è l’unico fatto che lega la produzione di Feist il cui tratto distintivo è quello di  saper trasmettere la propria visione del mondo senza usare artifici o manierismi attraverso un folk in purezza come contaminato.

Feist ha spiegato che le tracce sono state scritte, perlopiù, durante il suo ultimo tour, periodo che ha rappresentato, nelle sue stesse parole, un momento di confronto con se stessa. Se in In Lightning folk, alt rock e elettronica vanno a braccetto con beat, sintetizzatori e taglienti solo di chitarra, Love Who We Are Meant To la riporta ai primi lavori.

In quest’ultimo brano la songwriter sceglie l’intimità della chitarra arpeggiata e la voce plana dolce e malinconica sugli accordi della classica a sei corde. Nel disco non mancano le sporcature soul, altro tratto caratteristico della musicista canadese, le troviamo nella preghiera laica e dondolante Out in the Open. Il brano si regge su strati vocali che dal verso voce e delay si gonfiano nel ritornello per formare un coro per un canto corale e sussurrato. Rispetto al precedente Pleasure, la produzione è pulita, senza quel “ronzio” di sottofondo che contestualizzava l’album del 2017.

Il pezzo più interessante è In Lightning, nel quale la cantautrice sembra voler raccontare e raccogliere tutta l’energia di cui dispone la Natura. La voce di Feist illumina la canzone con acute incursioni, come fanno i lampi nel cielo; gli stessi da lei cantati. Nel crescendo del brano, tutt’intorno, c’è come un richiamo ai tuoni (nella forma di snare fuzzati che entrano e scompaiono; di kick gonfi che riempiono le basse frequenze) e alle grida del vento sotto forma di strati vocali che sembrano svolazzare intorno alla voce principale. Un brano dalle tinte björkiane per l’atmosfera, che trova il suo apice nell’aspro assolo di chitarra a metà canzone. Allora sì, è allora che “to lightning I belong”, come canta Feist.

Negli ultimi due anni, Feist ha suonato una serie di concerti intimi soprannominati Multitudes. Gli spettacoli sono stati creati con l’obiettivo di riunire le persone durante l’uscita dal lockdown. In una delle ultime tappe, Feist ha fatto la Feist e ha improvvisato: si è “accordata” con un ronzio elettrico che usciva nel seminterrato del locale in cui stava suonando, creando così una canzone.

Feist, poi, ha fatto notizia perché a settembre, a seguito delle accuse di violenza sessuale avanzate da quattro donne nei confronti del frontman degli Arcade Fire Win Butler, la musicista ha deciso di ritirarsi dal tour che condivideva con la band canadese. In dimostrazione del suo impegno contro la violenza sulle donne, la cantautrice ha anche deciso di devolvere l’intero ricavato del merchandise di quei due concerti all’organizzazione “Women’s Aid Dublin”.

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  • 1 In Lightning
  • 2 Love Who We're Meant To
  • 3 Hiding Out In The Open
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