Album

The Faust Tapes

12 Agosto 2022 kraut

La label amburghese Bureau B ritorna a mettere le mani sul repertorio dei Faust, a pochi mesi della pubblicazione del cofanetto antologico 1971-1974 e di quella del cosidetto “lost album” Punkt. Questa volta a venire ripubblicato è quello che viene definito il best seller della band – 60.000 le copie vendute all’uscita nella sola Gran Bretagna, stando alle cronache – e probabilmente di tutto il genere krautrock. Infatti, come gli appassionati ben sanno, questo The Faust Tapes – 1973 l’anno di pubblicazione – beneficiò della strategia di marketing adottata da Richard Branson, fondatore di Virgin Records, etichetta con la quale i tedeschi si erano da poco accasati. Infatti, per approfittare della popolarità sempre crescente delle band tedesche dell’epoca, l’imprenditore fece arrivare l’LP nei negozi al prezzo stracciato di un singolo. E come facile prevedere, grazie a questo stratagemma, non furono pochi quelli che approfittarono della ghiotta offerta, magari a scatola chiusa.

Facile immaginare il perverso piacere provato dagli irriverenti sperimentatori tedeschi al pensiero che questo collage condensato di outtakes, bozze e stranezze assortite inframmezzate da occasionali canzoni più tradizionalmente intese – precedentemente noto alla cerchia di amici della band come “The Faust Party Tapes” – finisse sui giradischi di un numero cosi vasto di malcapitati ascoltatori. Ed effettivamente, ancora oggi il disco stordisce per l’incontenibile anarchia sonora di cui è carico.

Tale è l’entusiastico e feroce abbandono con cui i Faust sovversivamente esplorano dissonanze, devianze rumoristiche, musica concreta e derive cosmiche varie che anche i brani musicalmente più convenzionali danno l’impressione di essere progettati con un intento irriverente, quasi parodistico. Ecco allora l’inclusione dell’approssimativa psichedelia di Der Baum e Stretch Out Time, la bucolica ballata pianistica di stile britannico Flashback Caruso, il prog rock pinkfloydiano in due parti di Dr Schitters.

Was ist hier los? Recita il titolo di uno degli assalti sonori contenuti nell’album, che in questo caso traduremmo liberamente dal tedesco come “Cos`è sto casino?”. Di sicuro un po’ quello che si chiedevano nel 1973 gli ignari acquirenti di The Faust Tapes, mentre da qualche parte nel Regno Unito un certo John Lydon prendeva nota.

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