Album
Set of All Sets
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Riccardo Zagaglia
- 11 Luglio 2026
Dici Parts & Labor e la mente vola immediatamente a quel – breve, molto breve – periodo in cui la formazione di Brooklyn era le più chiacchierate sul web (nelle community italiane più che altrove). Erano le settimane immediatamente successive alla pubblicazione di Mapmaker (ancora ad oggi il loro album migliore), un album che metteva in risalto un mix sonoro che – per quanto derivativo su alcune influenze evidenti – era fuori da qualsiasi trend dell’epoca.
Oggi, a ben quindici anni da Constant Future, gli americani tornano con un album ambizioso, imponente ed epico composto da 17 tracce (compresa la suite Endless Cycle divisa in quattro parti) figlie di una ritrovata ispirazione e di una inedita formazione che vede alla batteria sia Joe Wong che Christopher Weingarten (responsabile del drumming portentoso e scriteriato di Mapmaker). C’è tanta voglia di sperimentare andando ad inglobare psichedelia, ritmiche kraut (Many Worlds) oltre alle consuete e – volutamente – caotiche manipolazioni noise, ma alla fine sono ancora una volta le incredibile melodie dei loro ritornelli a fare la differenza. Chorus anthemici di stampo 80s (uno strano mix di post-hc, Hüsker Dü e metal di quel periodo) come non se ne sentivano da tempo che stemperano gli eccessi proprio quando c’è più bisogno (vedi la muscolarità di Seamripper).
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