Album
1971-1974 [Boxset]
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Massimo Onza
- 17 Agosto 2021
1971-1974 è il mastodontico box set antologico che copre interamente il primo periodo della leggendaria krautrock band Faust, in uscita l’8 ottobre 2021 via Bureau B, per celebrare il 50esimo anniversario della formazione. Una preziosa raccolta che mostra come, a più di 50 anni da quando il gruppo ha mosso i primi passi in un bunker vicino alla stazione Sternschanze di Amburgo, questi brani suonino ancora rivoluzionari, senza tempo e unici.
Il cofanetto contiene il loro storico debutto omonimo del 1971, il secondo album So Far (1972), i due lavori pubblicati dalla Virgin inglese nel 1973, The Faust Tapes e Faust IV, così come il disco inedito del 1974, Punkt, registrato presso i Musicland Studios di Giorgio Moroder.
Rifiniscono la pubblicazione due album di brani inediti (Momentaufnahme I e Momentaufnahme II), Lieber Herr Deutschland, sette pollici contenente la registrazione della demo inviata alla Polydor nel ’71 e sul lato B il brano rifiutato dall’etichetta, Baby, nonché la ristampa dell’unico singolo ufficiale pubblicato dal gruppo nel ’72, So Far 7″. Il tutto rimasterizzato dai nastri originali.
Ad anticiparne l’uscita, due inediti d’epoca: Fernlicht dal sopracitato Punkt, una sintetica ode pastorale arricchita da luminosità siderali e percussioni, e Vorsatz, tratto dal secondo bonus album Momentaufnahme II – e mixato per la prima volta in assoluto per il cofanetto – una gemma perduta ancora attuale che viaggia sull’immortale mix di suoni sperimentali dimessi, dettagli subliminali e classiche reiterazioni ritmiche che hanno fatto la storia del genere. Entrambi sono accompagnati da montaggi sperimentali in Super 8, creati nel 1972 dal sassofonista e tastierista della band Gunther Wüsthoff. Video e ascolto in calce nelle sezioni Streaming e Spotify.
Mentre lavoravo al Faust Boxset ho chiesto ad ogni persona coinvolta nel progetto di inviarmi qualsiasi materiale: foto, schizzi, nastri o video. L’archivio di Gunther Wüsthoff è stato quello che ci ha fornito le gemme visive più sorprendenti; diverse bobine di film pieni di materiale inedito dei primi anni ’70, tra cui vari documentari – alcuni dei quali non legati ai Faust – e sequenze visive sperimentali. È stato come trovare l’anello mancante per comprendere la volontà dei membri della band di sperimentare… l’arte… in ogni modo
Gunther Buskies – Bureau B
Sulle nostre pagine potete recuperare la recensione classic del sopracitato debutto omonimo della storica krautrock band, Faust, firmata da Fabrizio Zampighi, oltre all’approfondimento monografico (con intervista) sulla carriera del gruppo, curato da Filippo Bordignon.
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