Album
Vampire in Beverly Hills
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Riccardo Zagaglia
- 19 Aprile 2024
Vampire in Beverly Hills è un mixtape di Idris Vicuña aka Eyedress, artista di Manila (Filippine) classe 1990 che abbiamo iniziato a conoscere nel 2013 con l’EP Supernatural. Con il tempo – attraverso numerose release – e una volta stanziato a Los Angeles, si è andato ad inserire all’interno del filone “hypnago-chill pop” californiano, collaborando con spiriti affini quali Cuco, Jasper Bones e Inner Wave e diventando in pochi anni uno dei nomi più chiacchierati nell’ambito.
La vera svolta è però arrivata in modo fortuito grazie a TikTok con il brano Jealous (da Let’s Skip to the Wedding, 2020), capace poi di cifre incredibili anche su Spotify (ad oggi oltre 700 milioni di riproduzioni, una delle tracce propriamente indie più ascoltate di sempre). Questo ha aperto la strada verso tour, partecipazioni ai festival e collaborazioni più disparate (da Mac DeMarco a 1999 WRITE THE FUTURE) ma non ad una vera e propria fama (a volte i numeri mentono…).
Un mixtape dicevamo, anche se la discografia di Eyedress è sempre stata confusionaria e frammentata che il confine tra album e mixtape è davvero labile. Qui ci troviamo di fronte ad una lunga (lunghissima) carrellata di brani (trentaquattro in tutto) infarciti di featuring più o meno altisonanti caratterizzati da un filo conduttore (ancora) più hypnagogic del solito tanto che le vicinanze a personaggi come Ariel Pink o John Maus (presente nella traccia War Crimes) non è mai stata così forte.
Il risultato sono un’ora e venti minuti di musica in cui – e forse è giusto così – solo raramente si esce da contesti di background music dai contorni nostalgici: è piacevole musica da sottofondo in cui le variazioni sul tema sono dettate principalmente dall’artista che troviamo in feat. War Crimes, citata precedentemente, è al 100% un brano di John Maus, My Time con Wild Nothing ha una drum machine è molto simile – se non identica – a qualcosa che abbiamo già sentito nella discografia di Jack Tatum e anche Waitin in The Ride con HOMESHAKE ruota a tutto quell’immaginario slacker-groove imbastito in passato dal canadese (prima della recente svolta in direzione chitarre 90s). Sono forse dei tributi da parte di chi ha avuto la fortuna di poter collaborare con alcuni dei propri idoli e, anche in questo caso, forse è giusto così.
Tra gli altri featuing presenti in tracklist citiamo Dent May, Rico Nasty, Dâm-Funk e Cuco ma la traccia che probabilmente ha le maggiori possibilità di provare a ripetere l’exploit di Jealous è Fake Friend, brano post punk con una sezione coldwave che pare presa in prestito dai Molchat Doma.
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