Album

Butterfly

6 Febbraio 2026 house dance

Daphni è l’alias dance “aumentato” del già abbondantemente ballabile Caribou, progetto di lungo corso del canadese Dan Snaith, che dagli esordi psych ha abbracciato un’idea di soul house gentile e autoriale. Se Cherry ribadiva la passione per i re-edit con strutture spartane e asciutte, questo Butterfly, pubblicato a due anni da Honey del progetto principale, include anche parentesi di Sad Piano House, un brano che non avrebbe sfigurato nel corso principale se non fosse per una base leggermente accelerata, per non dire del singolo Waiting So Long, dove il featurer è proprio Caribou.

Il resto oscilla tra bicipiti house, filtri alla Daft Punk e rotte di jack (Clap Your Hands), in una tracklist che non disdegna il french touch (vedi le scansioni rapide di Hang o la disco di Waiting So Long), così come campioni d’antan, da cinema o da altri dischi dance di culto. Non mancano interludi con funzione di collante o di sliding door: vetrosi e impressionisti (Lucky), esotici e africaneggianti (Napoleon’s Rock).

Poi arrivano melodie con lacrimuccia da trance, magari costruite col modulare analogico, e sì, c’è l’ombra di Pc Music in Good Night Baby. Ci sono disco dive in elio, electro in formato giocattolo (Two Maps) e richiami alla stagione rave (Josephine).

«Credo che mettere insieme roba davvero funzionale e tracce più strane (sia in un album che in un dj set) sia la cosa che mi interessa ancora di più». Tutto vero: Snaith, anche quando mette la pista da ballo al centro, sa dove mettere mani e cuore, e la sua autorialità firma ogni scelta. Promosso anche questa volta.

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