Album
El Sonido Bastardo
-
Tony D'Onghia
- 11 Luglio 2025
Danzón El Gato, sotto questo pseudonimo gli spagnoli Javier Adán e Santiago Rapallo danno vita ad un collettivo di musicisti che, prendendo spunto dalla library music anni ’70, ne riattulizza la natura prevalentemente strumentale, cinematica e di scuola jazz-funk arricchendone la formula con generose dosi di influenze che arrivano dall’hip hop, dalla psichedelia e dalla world music. Il risultato di questo approccio è il loro album di debutto intitolato, molto opportunamente, El Sonido Bastardo.
Un tipo di sound meticcio questo; un processo di contaminazione musicale che negli ultimi anni è stato anche esplorato – in tutte le sue più variegate sfaccettature – da innumerevoli formazioni attive nei più disparati angoli del globo (si pensi agli statunitensi Khruangbin o ai nostri connazionali Calibro 35). Da parte loro i Danzón El Gato ne offrono una versione fortemente caratterizzata dalle culture che si incrociano nell’area mediterranea, con melodie e ritmiche tipicamente “latine” in bella evidenza. Il tutto si poggia su un tappeto sonoro “vintage”, impreziosito da “twanging guitars” e dinamicamente ricco, variegato e coltissimo dal punto di vista delle influenze e citazioni stilistiche. In particolare si distingue tra le dieci tracce l’unico brano cantato, intitolato La Lucha; galvanizzato da una energica sezione fiati funky attraverso la quale si impone il carisma vocale della portoricana Marina Molina (di Marina y su Melao), di recente apprezzata grazie all’album Rezo al Agua.
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