Album
Western Cum
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Marco M. Boscolo
- 21 Giugno 2023
Con Western Cum il leader dei Wand giunge alla terza prova da solista, dopo l’esordio del 2016, The Unborn Capitalist from Limbo, e il più recente Pale Horse Rider. Se con il primo disco la palette dei colori si era spostata verso il folk e il country, chiamando in causa Donovan, e con il secondo ci si accasava dalle parti di un country rock molto 70s, qui la virata è decisamente rock, con le due chitarre che si accompagnano alla sezione ritmica in passaggi ora più rumorosi (Persuasion Architecture) ora pi melodici e sognanti (Housefly).
Sembra quasi che Hanson stia ripercorrendo una specie di canzoniere privato, carotando in profondità tutti quei generi e stili che sono confluiti nella poetica della band principale. Come se, qui, a differenza che con i Wand, potesse più liberamente indulgere anche nelle proprie personalissime guilty pleasures.
Così esce un disco un po’ tamarro, molto sudato e AM, ma che riesce a conservare il tocco personale del suo autore. Ne sono un esempio le sapienti alternanze di vuoto e pieno della già citata Persuasion Architecture o l’incedere strappato, come dei T Rex più sporchi, di Horsebait Sabotage, che riportano all’ultimo Ty Segall, con il quale Hanson ha anche collaborato. O ancora la ripresa country rock di Twins, completamente mimetica con l’estetica 70s che permea il disco intero e il crescendo quasi da stadio della finale Motion Sickness.
Non può mancare la ballatona à la Neil Young tra drumming a passo d’uomo, chitarra elettrica e slide (Ghost Ship) per completare questa atmosfera da classical rock AM. O, vista l’anagrafe, questo ritorno al Settanta come visti nei Novanta, che poi non è molto diverso. Chiaramente un sentito atto d’amore.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Wings
- 2 Housefly
- 3 Persuasion Architecture
- 4 Horsebait Sabotage
- 5 Ghost Ship
- 6 Twins
- 7 Driving Through Heaven
- 8 Motion Sickness
