Album
Fuoco Sacro
-
Daniele Rigoli
- 15 Marzo 2024
Tornano i Cor Veleno ben sei anni dopo Lo spirito che suona, album dall’anima profonda che faceva i conti con legacy e assenza del compianto Primo. Ora che la memoria del rapper è stata (e sarà) giustamente onorata, tra bei concerti tributo e un documentario (Sempre Grezzo) presentato in anteprima al Rome Indipendent Film Festival, firmato Guido M. Coscino e con Elio Germano a narrare, per Squarta, Grandi Numeri e Gabbo è tempo di guardare anche in avanti e proseguire il tracciato di una sigla storica della scena nostrana. Certo, l’aura dell’amico è sempre presente e non potrebbe essere altrimenti (e quant’è bello risentirlo nella title track), ma questo Fuoco Sacro è prima di tutto l’ode del gruppo a un genere, quello hip hop ovviamente, che ha ormai raggiunto il mezzo secolo d’esistenza.
La consapevolezza della maturità e originalità della scena ci ha ispirato a creare un album che riflette la passione per il genere da prospettive uniche, rappresentando la scintilla di un amore che ci ha guidato attraverso anni di dedizione e autenticità sonora
Cor Veleno
Come da tradizione, Cor Veleno conferma la propensione ad essere concept aperto e condiviso – a proposito, avete ascoltato la joint venture Meme K Ultra coi Tre Allegri Ragazzi Morti? – e non stupisce per nulla il variegato cast di star (Fabri Fibra, Willy Peyote, Franco 126), colonne portanti (Colle Der Fomento, Inoki) e nuovi volti (Ele A, Ugo Crepa e Klaus Noir) a modellare la spina dorsale di un’opera notturna che si pensa baluardo di resistenza contro scrausi e fake (La novità, Popcorn), esaltazione e celebrazione di un’estetica del fai-da-te a fronteggiare i mega entourage, con tanto di numeri d’introspezione (Pallottole sull’amore), glorificazioni della città eterna (Roma sulla pelle), consumate diapositive (Quante notti) e citazioni cinematografiche. È un disco per appassionati di genere e ci trovi tutto quello che vuoi e devi aspettarti dalla formazione capitolina, niente di più e niente di meno, con una proposta contaminata che incrocia boom-bap virato jazz, filtri elettronici ed esotici, flow ironico e autoriale che non fa prigionieri, e basta appena il featuring coi Colle a certificarne gusto e qualità.
Mo metti in conto un altro errore, sto nell’anello del terrore
Troppi giri, qua finisce ad harakiri come la Rettore
Non ho la voce di un tenore, non sono un soprano
Ho solo un sogno in testa, la testa del sovrano
Punto al cuore del sultano, co’ zero ferro in mano
Solo un ferro 3 contro ‘sto mondo subumano
Solo pe’ ditte ancora quanto sei fagiano
E quann’esce ‘r tuo disco nuovo, manco se l’ascortamo
Danno (Colle Der Fomento), Fuoco Sacro
Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
- 1 Ai Ferri Corti (feat. Nayt)
- 2 La Novità (feat. Mostro)
- 3 Comfort Zone (feat. Marlon Peroza)
- 4 Popcorn (feat. Willie Peyote)
- 5 Pallottole Sull’Amore (feat. Fabri Fibra)
- 6 Finale Chimico (feat. Ele A)
- 7 Roma Sulla Pelle
- 8 Quante Notti (feat. Franco126)
- 9 Motivi Di Fuoco (feat. Klaus Noir)
- 10 Tuta Acetata (feat. Ugo Crepa)
- 11 In Piedi (feat. Inoki)
- 12 Outsider
- 13 Fuoco Sacro (feat. Colle Der Fomento)
