Album
Moon Music
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Edoardo Bridda
- 2 Ottobre 2024
Pubblicato mentre l’infinito Music Of The Spheres World Tour è ancora in corso, Moon Music è il decimo album dei Coldplay, il terzultimo a detta della stessa band, nonché l’ideale seguito del lavoro che porta il nome della tournée campionessa d’incassi.
Recentemente, la formazione ha stabilito un record storico, diventando la “rock band” di maggior successo nella storia della musica, piuttosto curioso considerandone l’attuale proposta: un pop intimista ma contemporaneo, in bilico tra privato e grandeur da stadio, il cui DNA confidenziale è stato geneticamente modificato per incorporare i trend di un mercato dominato, come non mai, dall’universo hip hop e derivati melodici (soul, r’n’b, urban).
Sotto la guida e la penna di Max Martin (ma anche di Oscar Holter, Bill Rahko, Daniel Green e Michael Ilbert), la band si ripresenta sul mercato forte di un bagno di folla che ne ha rinfocolato le ambizioni. Lo sa bene Brian Eno che ha prodotto un loro disco: i Coldplay, come gli U2 prima di loro, non fanno ciò che fanno al solo bisogno di creare musica ma anche a quello di avere successo non retrocedendo e – possibilmente – avanzando rispetto a ciò che hanno precedetemene conquistato. Ci potranno essere nuove Ghost Stories e Everyday Life in futuro, ma l’attitudine dei quattro è quella di giganteggiare, proprio come – e questo sì – una rock band del passato.
Il contesto in cui si muove Moon Music è quello di Don’t Look Up, un mondo che ha disperatamente bisogno di recuperare uno spazio in cui tornare a sognare in grande (vedi anche l’Eras Tour), a immaginare un futuro, e perché no, abbracciare nuovi pianeti e specie aliene, anche negando i grandi stravolgimenti che l’immediato futuro ha in serbo per noi.
Nel mondo dorato e senz’altro sostenibile dei Coldplay tutti sono invitati, persone comuni chiamate onstage e artisti da tutto il mondo invitati ad un featuring, anche solo simbolico. La luna e l’arcobaleno sulla copertina del disco sono segni di pace e comunione. Una sorgente differente dalla rabbia che scorre nelle vene del rock. E sono le parole di Bono che è un fan in particolar modo di Clocks, hit single estratta dal secondo album della band A Rush Of Blood to the Head. Proprio come per gli U2, anche i Coldplay hanno dei fan stratificati in ere geologiche, c’è chi si ferma al primo album, alla spiaggia di Yellow, chi vi include la bontà del sopracitato successore e chi difende le sperimentazioni (in sicurezza) di Viva La Vida or Death And All His Friends, il disco prodotto da Eno con le orchestrazioni di Markus Davis.
Da Mylo Xyloto in avanti inizia per loro una giovinezza protratta e stereotipata gettata in pasto a un’audience generalista senza confini nazionali, puntellata di copertine colorate, guest star (Rihanna, Bts, Selena Gomez) e power ballad firmate Mulino Bianco, positiviste, formulaiche, funzionali tanto ai live quanto a un mercato che di volta in volta chiede collezioni fresche ma, ancor di più, concept importanti da poter vendere.
I primi due singoli estratti da Moon Music giocano, e come poteva esser diversamente, sul sicuro: feelslikeimfallinginlove è il loro brano quintessenziale fin dallo spelling del titolo, tutto attaccato, come a sottolineare un continuum di emozioni che crescono. Il tam tam del battito (cardiaco), le tastiere lunari, i rintocchi del piano, gli oh oh e i la la la, che non mancano mai, tutto è calibrato. Si parte piano per poi lanciarsi in spirometria nel ritornello. WE PRAY è differente, punta su un felpato mix di hip pop e orchestrazioni sintetiche in odor di grime con Chris Martin ad occuparsi delle strofe d’apertura e del coro e Little Simz a contrappuntarlo con alcune barre d’ordinanza. Non pervenuti, o quasi, i contributi vocali di Burna Boy, della cantante palestinese-cilena Elyanna e dell’argentina Tini, per un brano che pare un interludio, non una canzone compiuta.
E il resto? Pop utopico, anche ballabile, una cosmologia di sentimenti a buon mercato tra ballad acustiche e extraterrestri, visioni dallo spazio (coinvolto anche Jon Hopkins) e un letto d’injera ad accoglierle (tra gli ospiti anche l’artista nigeriana Ayra Starr). L’ideale continuazione – e son le parole della band – di Music Of The Spheres che non era certo un capolavoro ma si presentava come una trasmissione dallo spazio, con Martin perso nella stratosfera alla ricerca di se stesso.
Tracklist
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Discografia
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- 1 MOON MUSiC by Coldplay & Jon Hopkins
- 2 feelslikeimfallinginlove
- 3 WE PRAY by Coldplay, Little Simz, Burna Boy, Elyanna & TINI
- 4 JUPiTER
- 5 GOOD FEELiNGS by Coldplay & Ayra Starr
- 6 (ALiEN HiTS / ALiEN RADiO)
- 7 iAAM
- 8 AETERNA
- 9 ALL MY LOVE
- 10 ONE WORLD
