Album

AGONIA

20 Marzo 2026 pop cantautori indie

Il passaggio nazionalpopolare in formato sanremese non ha lasciato troppo il segno, forse anche a causa di un brano (Ti penso sempre) abbastanza debole, nonostante fosse uno dei più decenti dell’edizione con le sue influenze – addomesticate – vagamente di stampo Bandcamp-bedroom anni 10s (Porches, Alex G ...). Dopo il poco fortunato (ma apprezzabile) Scarabocchile strade più ovvie erano due: o continuare la deriva tormentata accentuando le venature acide o buttarsi a capofitto nell’italo pop.

Chiello invece sembra aver intrapreso una via di mezzo con un album (intitolato AGONIA) che musicalmente osa leggermente forse meno del predecessore ma che artisticamente risulta essere più a fuoco e complessivamente più maturo. Scritto e registrato dall’ex FSK Satellite nel Minnesota (con l’aiuto audio&video di Tommaso Ottomano) l’album vorrebbe catturare un po’ quelle estetiche midwest (fin dalla classica emo-house immortalata sulla copertina da uno scatto di Todd Hido) e quelle sonorità agrodolci, introspettive e sghembe. I punti di contatto rimangono in casa nostra (Lupo, con situazioni Bluvertigo, Desaturarti con richiami pop-rock 90s) ma in generale è materiale che se fosse cantato in inglese farebbe sicuramente un effetto diverso e allontanerebbe gli scetticismi. Niente male A Testa Alta, Polynesian Village e Scarlatta (quest’ultima con mood pillow-core alla Hovvdy). 

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