Album

Vacate

23 Febbraio 2024 easy_listening prog post-rock

Legato storicamente a personalità come Steve Albini, US Maple e Smog, il nome dei Cheer-Accident rappresenta da più di quarant’anni una vera e propria istituzione della scena indipendente di Chicago. Tra noise, math, prog, impro e field recordings, l’ensemble multiforme guidato dal batterista Thymme Jones ha accumulato nel suo catalogo una pletora di lavori (più di trenta i soli LP ufficiali – il più noto l’abrasivo Dumb Ask, 1991, che iniziò una lunga amicizia con il leader degli Shellac) che riflettono l’eclettismo, la libertà e l’indipendenza del progetto.

In questa messe, però, il presente Vacate occupa un posto davvero speciale. Si tratta di dodici composizioni, la cui scrittura risale all’ormai lontano 1999, nate dall’amore per Burt Bacharach e l’easy listening anni ‘60 (in primis i Tijuana Brass di Herb Albert) che univa Jones al compianto chitarrista e collaboratore Phil Bonnett, scomparso improvvisamente per aneurisma cerebrale durante le registrazioni dell’album Salad Days (2000) e alla cui memoria il disco, registrato durante la pandemia negli studi di Albini, è dedicato.

Dodici canzoni amabilmente “leggere” (nella migliore accezione), guidate dalla tromba di Thymme e caratterizzate dai suoi accordi jazzy al piano, sospese in una dimensione atemporale densa di nostalgia e sentimento alla maniera di Brian Wilson – altezza Surf’s Up: si ascolti la conclusiva Met – e Van Dyke Parks, con punte di XTC nella voce (Price, dalle parti di Colin Moulding; ma si notino anche le malinconie Low di Overpass o lo slow core di Prodigal, o ancora la bossanova e tocchi di Canterbury di Beached e Gilbert), fino alla struggente Promise per soli piano e voce femminile. Un autentico labour of love.

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Discografia
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  • 1 Closer
  • 2 Overpass
  • 3 Missing
  • 4 Prodigal
  • 5 Beached
  • 6 Price
  • 7 Western
  • 8 Range
  • 9 Postmarked
  • 10 Promise
  • 11 Gilbert
  • 12 Met
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