Album

Hellfire

Hellfire
15 Luglio 2022 rock avant

A distanza di un anno da Cavalcade i Black Midi tornano con un terzo lavoro intitolato Hellfire e una promessa: se lì era come star davanti a un film drammatico, da queste parti, preparate i pop corn, perché sarà «un action di quelli epici».

Il trio composto da Geordie Greep (chitarra e voce), Cameron Picton (basso e voce) e Morgan Simpson (batteria) si è da subito imposto sulle scene per un avant rock multi sfaccettato. Già l’acclamato Schlagenheim del 2019 – presentato in Italia al Club To Club di quell’anno – era un inclassificabile mix di post-punk, noise e avant già ben monitorato dalle testate specializzate del caso (compresa la nostra).

Intingolo che il successore non poteva ampliare in termini massimalistici con spezie funk, prog e math-rock. Sia come sia, al netto di generi e stili, non vi è dubbio: parliamo di dischi istrionici, debordanti – e rubiamo le parole di Massimo Onza proprio su Cavalcade – e pure un bel po’ esaltanti.

Welcome To Hell, primo estratto dal nuovo lavoro, li rivede giullari dell’assurdo in quella che pare una personale take dei Primus. Basso angolare, chitarre taglienti, cantato narranto pungente e gigione e un pezzo che procede per quadretti con un tema base a ripresentarsi a mo’ di inciso. Insomma gli ingredienti fondanti che hanno reso celebre il trio capitanato da Les Claypool.

I Black Midi stanno copiando? Non proprio, prendono spunto e sanno reggere sulle proprie gambe un sound che innanzitutto bisogna saperlo ricreare e incorporare all’interno di una già matura cifra stilistica per risultare un minimo credibili. Il ritornello mostra un tocco british, da Kinks marciti al sole. E cavolo, siamo dalle parti dei Les Claypool Lennon Delirium. Non se ne esce, ok. E il bridge è uno spasso nei suoi toni da beffardo musical. Un classico tocco punk della prima ora.

Tutti i personaggi raccontati nel disco sono dei pezzi di merda. Scrivo quasi tutto prendendo spunto dalla realtà, cose di cui ho fatto esperienza e iperboli varie. Non credo nell’inferno, ma tutto ciò che sta succedendo nel mondo è folle abbastanza per tirarci fuori delle grandi canzoni. Ho sempre amato i film, specie quelli che avevano a che fare con raffigurazioni dell’inferno. Certo, l’inferno dantesco pure. Homer che va all’inferno nei Simpson. L’inferno robotico in Futurama. Il cantante Isaac Bashevis, uno scrittore ebreo che ha dipinto Satana come qualcuno che interferisce con le vite delle persone ecc. ecc.
Geordie Greep

La press ci racconta che se Cavalcade narrava le storie dei suoi personaggi in terza persona, in Hellfire si passerà alla prima per raccontare storie di personaggi dalla moralità dubbia, per non dire peggio. Il tocco drammatico lo abbiamo già ascoltato nel lead single, e proprio di questa drammaturgia caricaturale, dove non sai se ridere o rimaner schifato, sarà imbevuto il resto della tracklist.

Di seguito streaming di Welcome To Hell e relativo video animato per la regia di Gustaf Holtenäs.

Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
  • 1 Hellfire
  • 2 Sugar/Tzu
  • 3 Eat Men Eat
  • 4 Welcome To Hell
  • 5 Still
  • 6 the Race Is About To Begin
  • 7 Dangerous Liaisons
  • 8 The Defence
  • 9 27 Questions
SentireAscoltare

I più ascoltati