Album
Broken Spectre
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Edoardo Bridda
- 5 Novembre 2022
Ben Frost torna a un lustro da Threshold Of Faith, con il suo lavoro più (implicitamente) politico e herzoghiano. Broken Spectre, presentato come un documento sul fallimento (delle nostre democrazie), è il risultato di un viaggio in Amazzonia durato tre anni in cui il musicista e l’artista Richard Mosse hanno potuto vedere con i loro occhi la sistematica distruzione a cui la foresta è andata incontro per opera dell’uomo.
Mosse e Frost sono legati da trascorsi e da una visione incompromissoria dell’arte. In passato hanno lavorato assieme a Infra, progetto che assieme all’album di quest’ultimo, A U R O R A, è nato da un altro viaggio, questa volta in Congo. Se lì l’oggetto era scoprire le vie di una “una forza magnetica distruttrice” che si traducevano in un’opera monolitica dominata da alchimie accecanti e luminescenti, da queste parti lo sguardo è documentaristico e distopico allo stesso tempo, naturalistico e sci-fi.
Frost ha catturato i suoni per queste 12 composizioni in variegate zone dell’Amazzonia utilizzando un registratore di ultrasuoni da campo e un nastro analogico, al fine di riprodurre un evocativo quanto austero mondo sonoro. Si possono ascoltare uccelli, pipistrelli, il crepitio del fuoco, il rumore del vento e così via, ma anche soluzioni prettamente dark ambient-troniche. Caratteristica comune è la mancanza di un baricentro o di una narrazione sotto forma di temi dominanti. C’è la tensione questo sì, ed è tutta cinematografica, una commistione di elettronico e sintetico che trova nelle colonne sonore che hanno tenuto impegnato il musicista australiano in questi anni lontani dalla discografia principale (Dark, Fortitude) un chiaro riferimento.
La parte visiva di Broken Spectre, con il risultato delle riprese effettuate da Mosse, ha già debuttato ai 180 Studio di Londra a ottobre 2022 raccogliendo ampi consensi presso la critica britannica. L’album di Frost esce il 5 dicembre 2022.
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