Album

Shook

24 Febbraio 2023 post-punk

SHOOK, il nuovo album degli Algiers, in uscita il 24 febbraio 2023, nasce da un periodo di pressioni e difficoltà per la band di Atlanta – arrivata a quanto pare sul punto di sciogliersi – ma anche di creatività febbrile: Franklin James Fisher e Ryan Mahan hanno passato mesi nella città natale, chini su un polveroso SP-404 e su una drum machine Tempest, a creare beat e costruire librerie di sample da zero per le texture di un disco densissimo. Il risultato di tutto questo lavoro sono diciassette brani che rappresentano molte cose: «una pluralità di voci; un ritorno a casa spirituale e geografico; una strategia di condivisione in un mondo in fiamme; la storia della fine di una relazione; una festa estiva in veranda ad Atlanta».

Per costruire il loro quarto album, gli Algiers sono diventati una sorta di crew aperta, e hanno riunito una schiera di artisti a loro affini con l’intento di fare dei capisaldi della loro etica, la comunità e la collaborazione, anche il principio creativo di questo disco. Il parterre di ospiti comprende Zack de la Rocha, Big Rube (The Dungeon Family), Billy Woods, Backxwash, Mark Cisneros (The Make-Up), Samuel T. Herring (Future Islands), Jae Matthews (Boy Harsher), LaToya Kent (Mourning [A] BLKstar), Nadah El Shazly, DeForrest Brown Jr. (Speaker Music), Patrick Shiroishi e Lee Bains III.

Al centro della narrazione sonora di SHOOK c’è proprio la città di Atlanta. L’album si apre con l’annuncio metallico che si sente sulla navetta dell’aeroporto di Hartsfield, un suono familiare per gli abitanti della capitale della Georgia, e che spaventava Franklyn James Fisher quando era bambino. Attraverso i sample e altri suoni registrati sul campo la band ha voluto restituire un “senso del luogo” autobiografico, con l’idea di accompagnare l’ascoltatore in un ideale viaggio che ha come punto di partenza e di arrivo la stessa città natale. «Credo che questo disco rappresenti il nostro ritorno a casa», afferma Ryan Mahan, mentre Fisher aggiunge: «È stata un’esperienza positiva del tutto nuova: avere un rapporto rinnovato con la città da cui proveniamo ed esserne orgogliosi. Mi piace l’idea che questo disco vi porti in un viaggio che inizia e finisce ad Atlanta».

Dopo Bite Back in cui trovavamo billy woods e Backxwash, due underground rapper il cui stile e impegno è perfettamente affine a quello della band – che musicalmente è come se dal synth-rap iniziale sfogliasse man mano uno strato dopo l’altro di una delle sue dense e tesissime texture per liberare la propria anima soul con un refrain vibrante e corale –, gli Algiers condividono Irreversible Damage. Il brano vede la partecipazione di Zack de la Rocha, indimenticata voce dei Rage Against the Machine, qui in una delle sue non così frequenti apparizioni come ospite (e che per questo non passano inosservate, come fu per quella con i Run The Jewels). Franklin James Fisher definisce questo gospel-noise-hop aggressivo e assolutamente contemporaneo come «il suono della speranza nel 2022, quando sta cadendo tutto a pezzi»; è forse il brano più suggestivo tra quelli scelti per anticipare il disco, quello che sulla carta potrebbe servire da ideale biglietto da visita dei nuovi/vecchi Algiers e delle loro costruzioni assolutamente contemporanee a base di mash-up e collisioni di generi: urban rap distopico, fantasmi di canto gospel e sfondi sonori di marca techno-industrial si danno il cambio e incrociano in un percorso intricato e avvincente, con altre, oniriche, devianze a tagliare a strada – un avvolgente e atmosferico affondo di sintetizzatori e una sfuriata di fiati postjazz che irrompono nelle linee del pezzo facendogli mutare parzialmente pelle e rifrangere la tensione nervosa lungo tangenti inaspettate.

Seguono I Can’t Stand It!, sempre tra gospel e hip hop con un tiro in apparenza più rilassato, vintagista e pop – ma attenzione, la ritmica sincopata e i sample che si agitano sotto la linea melodica principale le forniscono comunque una spina dorsale piena di schegge che sporgono tutt’altro che rassicuranti. Qui gli ospiti si chiamano Samuel T. Herring (Future Islands) e Jae Matthews (Boy Harsher). Senza guest è invece 73% che porta la band dalle parti di Pop Group e Gang Of Four con un funk tagliente e claustrofobico in fibrillazione continua (potremmo anche dire dei Black Midi ma con zero tentazioni virtuosistiche e senza quell’attitudine da muscolosi secchioni).

Sulle nostre pagine potete trovare un’intervista alla band del 2020, relativa all’album precedente, There Is No Year. La band presenterà il nuovo lavoro con un evento speciale che si terrà il 12 dicembre 2022 al National Sawdust di New York. Nel successivo tour saranno comprese due date italiane: 17 febbraio 2023 al Bronson di Ravenna e 18 febbraio 2023 al Capitol di Pordenone.

Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
  • 1 Everybody Shatter (ft. Big Rube)
  • 2 Irreversible Damage (ft. Zack de la Rocha)
  • 3 73%
  • 4 Cleanse Your Guilt Here
  • 5 As It Resounds (ft. Big Rube)
  • 6 Bite Back (ft. billy woods & Backxwash)
  • 7 Out of Style Tragedy (ft. Mark Cisneros)
  • 8 Comment #2
  • 9 A Good Man
  • 10 I Can’t Stand It! (ft. Samuel T. Herring & Jae Matthews)
  • 11 All You See Is
  • 12 Green Iris
  • 13 Born (ft. LaToya Kent)
  • 14 Cold World (ft. Nadah El Shazly)
  • 15 Something Wrong
  • 16 An Echophonic Soul (ft. DeForrest Brown Jr. & Patrick Shiroishi)
  • 17 Momentary (ft. Lee Bains III)
SentireAscoltare

I più ascoltati