Album
Pithovirii
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Marco M. Boscolo
- 24 Gennaio 2024
Il musicista e sound artist Aidan Baker ritorna su Glacial Movements a distanza di più di un decennio da Aneira, disco del 2013 il cui titolo è la parola gaelica per “neve”. Per l’etichetta italiana, con Pithovirii l’esplorazione glaciale è partita dalle letture dello scrittore concettualista russo Vladimir Sorokin e del suo Ghiaccio. Lì si è aperto una specie di rabbit hole del nord e della Siberia che ha portato Baker a perdersi dentro le storie legate a Tunguska e il meteorite che colpì la zona il 30 giugno del 1908, oltre che alla fascinazione di poter estrarre dal ghiaccio artico virus congelati oltre 15 mila anni fa.
Il disco è composto da due lunghe sonorizzazioni che partono, come d’abitudine, dalla chitarra (strumento d’elezione di Baker) il cui suono è filtrato e manipolato fino a ricavarne un suono ambient vagamente inquietante, virato verso la drone music e dalla consistenza spessa, quasi materica. Un suono che si sposa perfettamente con il concept alla base del disco: sonorizzare la densità del ghiaccio e la sua stasi all’interno della quale si annidano microbiomi potenzialmente malevoli.
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Discografia
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- 1 Sibericum
- 2 Massiliensis
