Weeknd
The Weeknd, foto per la stampa di Brian Ziff (2021)

The Weeknd e la random access memory fine 90s di “Take My Breath”

The Weeknd e la sua riconoscibilissima cifra stilistica, aggiornata all’ultima versione tra dark fiction e sci-fi che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare in After Hours, torna in Take My Breath, singolo che fa da antipasto a un nuovo lavoro del cantante canadese ancora avvolto nel mistero (rumors dicono s’intitoli The Dawn, nulla di confermato).

In una recente intervista concessa a GQ, Abel Makkonen Tesfaye ha parlato del suo prossimo lavoro come di un qualcosa tra Quincy Jones (il produttore di Thriller, uno dei suoi dischi preferiti), Giorgio Moroder (tornato alla ribalta dopo Random Access Memories dei Daft Punk con i quali ha avuto poi la fortuna di collaborare) e il «miglior party della tua vita».

Tutte suggestioni, condite con passione e romantismo a pronta presa dancefloor, papabili all’ascolto di Take My Breath che unisce 4/4, falsetti e chitarrine funky disco (e un agile loop di retrofuturistici synth) per costruire una impeccabile hit estiva con tanto di stacchetto sul ritornello («Take my breath away / And make it last forever, babe / Do it now or never, babe (Ah)»). Se c’è una nostalgia qui è per le produzioni tra fine 90s e inizio 00s, Discovery e Stardust compresi. Il baricentro della retromania s’è spostato di un paio di tacche.

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