King Krule. “If Only It Was Warmth”, ombre scure e pensieri d’amore
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sentireascoltare
- 18 Maggio 2023
Il nuovo album di King Krule, Space Heavy, uscirà a giugno. Nel frattempo ne viene pubblicato un secondo brano, If Only It Was Warmth, accompagnato da un videoclip. Questa volta, a doppiare le note di una stralunata/melanconica serenata, troviamo la regia dello stesso autore che attraversa le acque di un mare aperto con in braccio un cactus. Come al solito nell’universo di King Krule domina il bianco e nero e il surreale trova presto il modo di insediarsi nella narrazione, come scambio d’ombre, ad esempio, simbologia che il Nostro ha utilizzato per discorrere – sui generis – d’amore e perdita di contatto (umano come sociale).
Space Heavy segue a 10 anni di distanza il debut album 6 Feet Beneath the Moon. E si tratta del quarto album dell’artista britannico con If Only It Was Warmth a seguire il lead single, Seaforth, che prendeva la forma di una sorniona ballad psichedelica.
Con King Krule abbiamo sempre a che fare con aleatorie ricognizioni sul sentire contemporaneo ricavate per contrasto da un’Inghilterra senza tempo con il cielo sempre grigio e gli schermi televisivi che non hanno mai abbandonato il tubo catodico.
Scritto dal 2020 al 2022 tra Londra e Liverpool, Space Heavy è incentrato sul concetto di “spazio intermedio” che l’autore identifica come un luogo che è poi quello esplorato in If Only It Was Warmth, uno spazio onirico? Un universo parallelo? Un altrove possibile? Un po’ di tutto questo e altro ancora.
All’album hanno collaborato Dilip Harris alla produzione e i compagni di band Ignacio Salvadores (sax), George Bass (batteria), James Wilson (basso) e Jack Towell (chitarra). In pratica lo stesso team di Man Alive!, recensito su queste pagine da Stefano Solventi.
