King Gizzard
Still dal video ael remix di DJ Shadow per "Black Hot Soup" dei King Gizzard & The Lizard Wizard (2022)

King Gizzard & The Lizard Wizard. La danza sulle ceneri della società nel remix di “Black Hot Soup” (a cura di DJ Shadow)

Dopo la versione dub di Shanghai a cura di The Scientist e quella in chiave electroclash di Butterfly 3000 realizzata da Peaches, i King Gizzard & The Lizard Wizard hanno condiviso il terzo estratto da Butterfly 3001, raccolta di remix dei brani dell’album Butterfly 3000, in uscita il 24 gennaio 2022. Il nuovo singolo è la rivisitazione del brano Black Hot Soup curata da DJ Shadow, remix quasi interamente strumentale, veicolato da croccanti bassi funky e infarcito di tutto l’armamentario di scratch e ritmiche roboanti nel perfetto stile hip-hop di Shadow.

Un brano più che coinvolgente accompagnato dal video diretto dal collaboratore di lunga data dei King Gizzard John Angus Stewart. Girato su pellicola per emulare l’estetica dei ’90 che ricorda le scorribande di Fatboy Slim, il clip vede la star radiofonica australiana John Safran danzare nevroticamente mentre affronta situazioni precarie. Che si tratti di pesanti hangover, di scenari infangati con un auto a fare testa coda sullo sfondo o di sequenze che lo ritraggono svenuto ai piedi di due tipi poco raccomandabili, non può smettere di dimenarsi. La figura plastica della disperazione in un mondo caotico e privo di senso.

“Black Hot Soup” è un modo quasi perfetto per descrivere il mondo come lo conosciamo oggi. Un luogo ribollente, denso, appiccicoso, confuso e arrabbiato che sembra essere stato creato per le generazioni passate. Per questo ho voluto ritrarre un personaggio che in qualche modo si crogiola nel caos, ballando sulle ceneri della società. C’è una libertà intrinseca nel guardare qualcuno che tocca il fondo così duramente con un sorriso. Per me è una rappresentazione non cinica dell’espressione attraverso la musica! Mentre DJ Shadow ha completamente rielaborato “Black Hot Soup”, ho scelto John Safran per rielaborare visivamente il brano. Definirlo un ballo è approssimativo, direi che si tratta più di un corpo che sussulta nevroticamente.
John Angus Stewart

Per il dettaglio completo sull’album e l’ascolto degli altri streaming diffusi fino ad ora, vi rimandiamo alla pagina dedicata. Su SA potete inoltre recuperare, tra le altre, la recensione del sopracitato Butterfly 3000, firmata da Tommaso Bonaiuti.

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