Kate Bush, still dall'esibizione commissionata per Sanremo (1979)

Kate Bush. “Wow” e l’ipnotica teatralità di Kate Bush

L’edizione 2021 di quell’ormai classico appuntamento musicale nazionale che è il Festival della Canzone Italiana ha riportato di attualità il tema della teatralità applicata all’esibizione canora di genere pop, un ambito in cui David Bowie e Kate Bush furono maestri indiscussi. In particolare, riguardo a quest’ultima interessante è andare a rivedere l’esibizione abbinata al brano Wow tratto dal suo secondo album Lionheart. La performance venne registrata durante uno speciale gala internazionale sanremese nel mese di gennaio, per poi venire messa in onda all’interno di una trasmissione speciale intitolata Ribalta Internazionale 1979 nel mese di febbraio. Oltre alla già citata canzone, Bush propose anche un altro brano dal sopraccitato lavoro, il singolo di lancio Hammer Horror.

Pubblicato nel novembre del 1978, Lionheart, realizzato con gran parte dell’organico che aveva lavorato al disco precedente e sotto grande pressione della label EMI, seguiva di pochi mesi l’album d’esordio The Kick Inside, e rispetto a quell’inaspettato successo commerciale si rivelò un mezzo fiasco, non solo dal punto di vista delle vendite ma (è opinione comune) anche da quello artistico. Un tipico compromesso tra etichetta ed artista che avrebbe insegnato alla giovanissima cantante una lezione per la vita, portandola in seguito a rifiutare dettati e compromessi di qualsiasi tipo, prendendo la propria carriera tra le mani e diventando gelosa produttrice di se stessa. Il primo singolo estratto – la già citata Hammer Horror – pur essendo goticamente affascinante, non ha sicuramente il potenziale di brani quali Wuthering Heights e The Man with the Child in His Eyes, stupefacenti nel loro rivelare al pubblico mondiale un talento assolutamente fuori dal comune. Decisamente più intrigante e convincente, pur essendo ancora una volta inusuale e per certi versi disorientante nella sua struttura ed arrangiamento, il secondo quarantacinque giri, pubblicato il 9 maggio del 1979.

Introdotta da un iconico, liquido e notturno arpeggio di sintetizzatore e punteggiata nel ritornello da un riff di inconfondibile fattura da tardi anni ’70 – con buona probabilità entrambi eseguiti su uno Yamaha CS-80, marchio distintivo delle produzioni di quell’epoca – Wow tratta un tema che a distanza di decenni, resta di scottante attualità. «Riguarda lo show business – rimarca lei stessa – non necessariamente solo la parte legata al mondo musicale. Le cose terribili che si sentono raccontare a proposito, tutta quella gente che cerca di fregarti, ma anche le attrici che si rendono disponibili pur arrivare al successo. E nonostante tutto questo, non puoi distruggere la magia che circonda quell’ambiente. L’incredibile emozione che si prova calcando un palco, avendo la possibilità di esibirsi. È una cosa fantastica!» Una parabola dolce-amara dunque, sorretta da un video che vede Bush ancora una volta ipnotica maga Circe dal fascino al quale è impossibile resistere.

La coreografia eseguita dalla cantante sul palco sanremese ripercorre pari pari quella creata per la prima di tre versioni del video promozionale, diretto in questo caso dal pioniere della videomusic Keith McMillan. Come era già successo in occasione del suo fulminante singolo d’esordio Wuthering Heights, anche l’esibizione italiana di Kate sottolinea l’enorme influsso che il coreografo Lindsay Kemp, del quale era stata allieva durante l’adolescenza, ha avuto sulla sua inimitabile presenza scenica. Tratto questo la unisce al già citato David Bowie, anch’esso legato a Kemp da un sodalizio artistico.

Per concludere, è impossibile non citare ed associare a questa esibizione un altro momento indimenticabile della storia del festival musicale più amato (ed odiato) dagli italiani, quello offerto da un atletico e spericolato Peter Gabriel – tra le altre cose collaboratore ed ideale anima gemella artistica della Bush – nel 1983, in occasione della presentazione della sua Schock The Monkey. Ma questa è un altra storia…

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