Arctic Monkeys
Arctic Monkeys. Still dal video “Body Paint” (2022)

Quei cuori di McCartney degli Arctic Monkeys, “Body Paint”

Manca poco all’uscita di The Car, il nuovo album degli Arctic Monkeys, e tra una data e l’altra del tour, la band scopre le carte del successore di Tranquility Base Hotel & Casino. Un disco, si diceva, fatto di continuità e non di rotture con il recente passato, confermato dal primo estratto, There’d Better Be A Mirrorball, che approfondiva una via sophisti pop mantenendo un immaginario vintage a livello visivo.

Se il clip del lead single era affare di Alex Turner, quello del secondo estratto Body Paint (I Ain’t Quite Where I Think I Am è stata proposta soltanto ai concerti), è girato da Brook Linder tra Londra e il Missouri. L’immagine coordinata e l’abito sonico, gli amati 70s, rimangono gli stessi, con la differenza che il retro-futuro oggetto d’indagine della precedente prova non trova riscontro. A rimanere però è la polpa, questa voglia di Alex Turner e Co., di tornare a un passato remoto in cui il rock veniva fatto in un certo modo, e godeva di certi riflettori, un po’ come per il cinema ci ha mostrato Tarantino in C’era una volta …Hollywood. E un po’ come ci mostra la band, qui alle prese con l’occhio più cinematico di un Paul McCartney o di David Bowie.

In attesa dell’uscita dell’album – 21 ottobre via Domino – su SA trovate la recensione dell’ultimo Tranquility Base Hotel & Casino, mentre lo scorso anno gli AM hanno dato alle stampe il live album Arctic Monkeys – Live At The Royal Albert Hall, i cui proventi sono andati in beneficenza.

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