Courtney Barnett, still dal video di "Site Unseen" (2026)
Courtney Barnett, still dal video di "Site Unseen" (2026)

Courtney Barnett. Calma all’orizzonte, “Site Unseen”

Dopo l’alternative rock dalle tendenze più noisy di Stay In Your Lane, Courtney Barnett torna con Site Unseen, un brano indie rock dichiaratamente ottimista, che celebra la pace del non sapere e la capacità del tempo di schiarire anche i cieli più neri.

Chiusa la parentesi strumentale di End of the Day (2023), Barnett recupera la poetica e la scrittura asciutta degli inizi, pur con una sezione ritmica insolitamente sintetica: Site Unseen è un brano diretto e trasparente, con cui la cantante si ripete di prendere la vita giorno per giorno, bandendo l’indecisione. Il contrasto fra l’ariosità della prima chitarra e i riff distorti della seconda riflette la complementarietà del cantato spensierato ma aspro di Barnett e dei cori più acuti e armonici di Katie Crutchfield (Waxahatchee).

Su un dualismo simile si basa anche il filmato del brano, uno sfogo surrealista dalla fotografia calda, i contorni sfocati e i colori accesi: le sorelle Juliana e Nicola Giraffe – registe del videoclip – danno vita a scenette spensierate, muovendosi in coppia con una specularità che rispetta le simmetrie delle composizioni.

Site Unseen e Stay In Your Lane faranno parte di Creature of Habit, un progetto definito audace ed emotivamente intenso, che parla di come smettere di ostacolarsi e riuscire davvero a sentire la propria vita. L’uscita dell’album è prevista per il 27 marzo via Fiction Records/Virgin Music Group.

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