Capibara – Septum (feat. Sgamo)
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Luca Roncoroni
- 8 Ottobre 2015
Estratto dal secondo LP del producer romano Capibara, Septum si avvale della collaborazione con il rapper/producer/DJ Sgamo (qui intervistato da SA) in un video di Claudia Decaro. Riportiamo di seguito una lettura del video scritta da Claudia Attimonelli, ricercatrice in Teorie del Linguaggio e Scienze dei Segni, e insegnante di Cinema, Fotografia e Televisione all’Università Aldo Moro di Bari. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Anatomie Baroque (2015), Le désavenir du temps (2014); To be continued. I destini del corpo nei serial televisivi (2011); L’artista è un eroe mediale (2010); Techno. Ritmi afrofuturisti (2008, qui la nostra recensione ad opera di Stefano Solventi). Nel 2011 ha curato ed è autrice di due volumi fotografici, il primo dal titolo Underground Zone. Dandy, punk, beautiful people (2011) e il secondo, di taglio lirico-letterario intitolato Le Vergini, con Corpicrudi.
«Si tratta di un autentico fake, è il septum, un vistoso piercing al naso, finto, che si mette e si toglie a seconda dell’identità che si sta rivestendo. È un piercing cosmetico, non buca, non produce dolore. Il nuovo brano prodotto da Capibara contenuto nell’album Gonzo, in cui Sgamo canta i segni di una generazione che porta il septum, è un racconto di dinamiche e relazioni gonfiate dai social che abitiamo. Il cantato è morbido, accompagna la deriva di uno scenario cristallizzato, in modo sornione, per nulla rassegnato, forse a tratti saggiamente compiaciuto.Sui roller scivola una tribù di ragazze al ralenti, Giuliana, Claudia, Paola, Betty, Ashley, Angela, Roberta, Simona, Raissa e le altre, dai corpi freschi e sensuali, ammantate di un’aura retro e pallida, virtuosismo della videomaker Claudia Decaro che ha raffigurato la patina di uno scenario sofisticato solo dai filtri, ma così vero. Vi è una potente ed efficace coincidenza, che la traccia esalta nel suo incedere ineluttabile verso il refrain, tra l’ironia espressa da molti passaggi del testo (“la donna del mio nemico è mia amica”) e il fatto che, in effetti, le cose sembrano essere proprio così, nella realtà del video e fuori di esso. A sottolinearlo sono le pose erotiche e del disagio di cui ci nutriamo ogni giorno aprendo tumblr, così naturali, le bimbe stilose a passo di danza, gioiose, di quella superficialità che è profondità.
“La donna che ritorna, clicca ed aggiorna”, per la tribù va tutto bene, è così che funziona sul filo delle emozioni, dei corpi attraenti al sole, dei cappellini griffati, degli orecchini esorbitanti, dei dettagli copiati a caso da altri profili esotici, delle magliettine bagnate e dei tattoo. E veniamo catturati dai sorrisi di tutte le belle passanti che attraversano le scene della postmodernità, Lorella, Paola, Francesca, Vittoria, Damaride, Giulia, Barbara, Angela, Daniela, Sara, Elena, Betty, Babi, Luana, Laura, e che non si riescono a trattenere, slanciate in giochi infantili sfrenati, su prati softporn dove è inutile scandalizzarsi, perché a dominare la scena sorprendentemente e contro ogni apparenza, è un’estetica di genere la quale, esaltando la corporeità femminile, si insinua, molle e tagliente a ridefinire la mascolinità: “una foto macro ci definisce per soli 3 minuti / finché questo pezzo non finisce”.
Il cerchio alla fine del brano può addirittura quadrare, è originale e iniziamo a cantarlo insieme, al punto tale che tutto in ultimo è distorto dallo scintillio del septum».
Claudia Attimonelli (real fake lover)
Sulle nostre pagine trovate anche un approfondito editoriale in merito al video di Septum e alle innumerevoli polemiche che ha suscitato via web ad opera di Luca Roncoroni.
