Arlo Parks, foto di Joshua Gordon (2026)
Arlo Parks, foto di Joshua Gordon (2026)

Arlo Parks. Elettronica da oblio, “Get Go”

Get Go racchiude perfettamente il senso di malinconica euforia che sta al centro del disco. Parla della pista da ballo come di un mezzo di guarigione, di comprensione di sé stessi e di scoperta del proprio rapporto con l’amore”. Arlo Parks descrive così il suo nuovo singolo Get Go, un brano dalle intenzioni sperimentali con cui l’artista unisce il suo solito lirismo testuale a una ricerca sonora che vira verso l’elettronica da club.

Tra beat in loop fortemente stratificati, synth modulari, armonie vocali riverberanti e sample estratti da una pirate radio londinese dei primi anni ’00, Get Go rappresenta molto bene il processo creativo che ha condotto Parks al nuovo disco: dopo due anni di immersione negli spazi frenetici della club culture, l’artista ha deciso di prendere ispirazione dalle sue esperienze notturne.

“Ho ballato più che mai mentre creavo questo album, ho fatto più amicizie che mai, mi sono trovata nell’insolito sottobosco delle notti di New York, mi sono liberata, ho riso e riso e riso ancora”, ha dichiarato Parks. “Questo disco ha il desiderio al centro. Il desiderio è una forza vitale, è un volere, un bramare, un impulso: siamo tutti vivi perché c’è qualcosa o qualcuno che vogliamo. Il desiderio è un motore”.

Anche il videoclip del brano rimanda alle stesse coordinate creative: sullo sfondo di un club dai contorni sfumati si muovono sinuose alcune figure indistinte, e Arlo Parks balla al rallentatore con indosso una maglia di Tricky. In mezzo a toni rosa e azzurro che sembrano il riflesso di mille paillettes e palle da discoteca, l’artista canta del cuore spezzato di Marie, protagonista del brano intenzionata ad annichilire il dolore sulla pista da ballo.

Get Go è il terzo singolo estratto dal nuovo album di Arlo Parks, Ambiguous Desire, in uscita il 3 aprile per Transgressive Records.

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