The Deuce

The Deuce, commento all’episodio 1×02 (“Show and Prove”)

[ATTENZIONE: questo articolo contiene spoiler]

Dopo un prologo squisitamente lungo in cui la scrittura di David Simon e George Pelecanos ci introduceva tutti i personaggi che ci avrebbero accompagnati in questo “porn drama” dalle sconfinate ambizioni, Show and Prove si muove esattamente nella stessa direzione correggendo millimetricamente il tiro. Con Richard Price subentrato a Simon al fianco di Pelecanos, il baricentro si sposta soltanto leggermente per introdurre il grande assente della puntata pilota: la pornografia. Questa, tuttavia, rimane ancora confinata in una dimensione embrionale che ci permette di assimilare meglio le reazioni dei vari personaggi con cui entra in contatto: scopriamo così il fascino che essa provoca in Candy (ancora una volta una superba Maggie Gyllenhaal), aspetto che sarà meglio approfondito nei prossimi episodi, dove il suo personaggio avrà sicuramente a che fare con i meccanismi che muovono questa neonata industria dell’intrattenimento (rigorosamente per adulti). Il desiderio di emancipazione femminile è tutto sulle spalle del suo personaggio e la pornografia è la strada da battere rispetto alla violenza della prostituzione.

Tutt’altro che irresistibile è l’effetto che invece ne ottiene Darlene, la quale si ritrova a sua insaputa in uno dei nastri venduti sotto banco da un videonoleggio. La sua reazione stupita – il suo ingresso in un mondo oscuro di cui prima non era a conoscenza – non può che sposare il punto di vista dello spettatore medio, che potrà prevedere con facilità gli sviluppi futuri di tale settore. Non tutto sembra oliato alla perfezione, ma è un meccanismo narrativo che certamente godrà di ulteriori sviluppi in futuro. Ciò che invece funziona è la descrizione del quartiere newyorchese in cui è ambientata l’intera (macro)storia. Così assistiamo divertiti all’inutile teatrino condotto dalla polizia, la quale si vede costretta ad arrestare tutte le prostitute sprovviste di regolari permessi (“Show and Prove, ladies!”) per poi cenarci insieme come se nulla fosse, e ripetere lo stesso gioco delle parti ancora, ancora e ancora, in un loop che potrebbe non avere mai fine.

In tutto questo, proseguono le storyline che coinvolgono l’ambizione di Vinnie, il quale messo alle strette dall’incoscienza del gemello Frankie sembra capace di sfruttare la situazione a suo vantaggio, coltivando nuove amicizie e imbarcandosi in una nuova – ma rischiosissima – attività commerciale; Show and Prove ci proietta più in profondità nella psicologia di C.C., pappone violento ma dotato di una tristezza sincera e che sogna un giorno di abbandonare il lerciume in cui è costretto a muoversi – un territorio infimo e saturo di invidia e menzogne. Risulta, invece, ancora poco comprensibile la storia della studentessa Abby, ancora avulsa dalle linee guida principali (anche se probabilmente si incastrerà con quella di Vinnie). Insomma, se nel primo episodio la preoccupazione principale riguardava la presentazione di un ambiente, questo secondo affondo ci permette di scoprire come questo ecosistema si autoalimenta, mantenendo un equilibrio fragile, ma apparentemente inattaccabile. Solo un terremoto potrebbe scombinare le carte in tavola…

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