Flow #64 – Sex Bomb
In un momento dell’anno particolare come questo è forte la tentazione di guardarsi indietro per fare chiarezza sui fatti importanti, tanto che le vicende politiche di livello globale che hanno caratterizzato il 2017 diventano improvvisamente protagoniste nell’ambito dei videoclip. “Parli ora o taccia per sempre chi vuole inserire la propria critica nella capsula del tempo” suona come un appello accolto dai russi Little Big e dai N.E.R.D., i quali, neanche a farlo apposta, trattano nei rispettivi lavori la follia del leader coreano Kim Jong Un e la deriva trumpista negli Stati Uniti, completando un quadro inquietante, seppur trattato in modo ben diverso. L’ironia che contraddistingue la pop-rave band di San Pietroburgo si ritrova nell’imperdibile e satirico clip diretto da Iliya Prusikin e Alina Pasok: il suinesco Kim viene qui sbeffeggiato, dipinto come un adolescente innamorato che ha preso un’irrimediabile cotta per la sua bomba atomica. Le situazioni, grottesche oltre ogni limite, ricordano quelle del discusso film The Interview (2014) in cui Seth Rogen e James Franco si burlano del pericoloso quanto idiota dittatore asiatico, alzando ulteriormente l’asticella. Le immagini catturano l’attenzione, tanto che le note del singolo LollyBomb diventano quasi un contorno, che estremizza ancor di più l’alone di fanciullesca incoscienza criminale con cui Kim Jong Un viene sempre descritto. Sul fronte occidentale è invece il momento della rabbia nei confronti di nuovi estremismi interni agli USA, stigmatizzati dai N.E.R.D. di Chad Hugo, Shay Haley e Pharrell Williams, insieme a Future per il brano 1000. «In the mirror is a hero/ One zero zero zero» è il mantra ripetuto più volte, come ad intonare la preparazione alla battaglia contro l’oppressione. Immagini di repertorio descrivono rivolte anarchiche, antirazziste e antifasciste, con tanto di raffigurazioni di Trump date alle fiamme insieme a svastiche e bandiere dei confederati. C’è anche l’audio di un giovane Mike Tyson, che in un’intervista racconta paure e stimoli precedenti alla lotta. Tutto ciò viene smorzato dalle coreografie di cui è protagonista la ballerina Mette Towley, nonché dalla dichiarazione iniziale in cui la band si dissocia in maniera fin troppo democristiana, ambigua e ruffiana da ogni forma di violenza. Il pezzo è un estratto dall’album No_One Ever Really Dies, fuori il 15 dicembre per Columbia Records.
Segue il nuovo videoclip di Buddy, rapper dal moniker anonimo dietro al quale c’è quel Simmie Sims che durante l’anno ha partecipato con Kaytranada all’EP Ocean & Montana (qui recensito), e che poco dopo ha pubblicato il lavoro solista Magnolia. Questa giovane leva proviene dalla capitale dell’hip hop che riguarda la West Coast, quella Compton che ha visto sorgere N.W.A. e Kendrick Lamar (giusto per fare un paio di nomi fra passato e presente), e in settimana ha pubblicato il video di That Much: qui vediamo lo stesso Buddy girare in auto in compagnia di un’anziana signora, poi giocare a domino con Mike Epps e pattinare in compagnia di ragazze in topless, affacciato su Los Angeles. Joji invece introduce un approccio artistico al videoclip col suo nuovo video relativo a Demons. George Miller è il vero nome di questo musicista e youtuber nippo-australiano – conosciuto con diversi pseudonimi – che ha pubblicato lo scorso mese l’EP In Tongues, da cui già è stato estratto Will He (presente in Flow #57). Le immagini di Demons sono state curate da Jared Hogan, che in un unico piano sequenza riprende lo stesso Joji sul fondo di una piscina vuota, incatenato, coperto da un enorme e particolare vestito rosso. Il massimo dell’artisticità in fatto di audio e video è però appannaggio di Björk e del suo nuovo clip Utopia. Ormai la cantante islandese trascende ogni canone e le sue opere sono più legate al mondo dell’arte contemporanea che non a quello prettamente musicale. Dopo i clip relativi a The Gate e Blissing Me, Björk ha infatti condiviso un nuovo video come accompagnamento della title track, che vede all’opera i registi Warren Du Preez e Nick Thornton Jones alle prese con l’esplorazione di un nuovo immaginifico mondo alieno sotto la supervisione della stessa cantante. In attesa di poterlo ascoltare al MoMa di New York, l’album (che conta la produzione di Arca) è stato recensito per noi da Massimo Padalino.
Si torna sulla Terra con Chlöe Howl e la sua Do It Alone, canzone in cui la cantante synth-pop britannica semplicemente rifiuta di essere “l’altra donna”. Il suo nuovo singolo è accompagnato da un video di cui la stessa Chlöe è protagonista, mentre se ne va in giro per la città con le amiche lasciandosi ogni problema alle spalle. Anche la psichedelia di Onuinu – Mirror Gazer ci fa perdere nella metropoli col video di On My Way. «La canzone parla di una persona che spera che una relazione possa funzionare, ma quella stessa persona si trattiene per paura di essere ferita» dice Dorian Duvall, che torna dopo cinque anni di silenzio con questo singolo, di cui ha curato il relativo clip. Il sound si fa più tipicamente indie con i Tune-Yards, duo composto da Merrill Garbus e Nate Brenner che in settimana ha reso noto il secondo video relativo a un pezzo dell’album I Can Feel You Creep Into My Private Life, in uscita il 19 gennaio prossimo. Si tratta di 123 ABC, accompagnato da immagini in cui la testa della povera Merrill Garbus, staccata dal resto del corpo, subisce dei trattamenti non proprio ortodossi. Mantiene atmosfere simili anche il brano di Gus Dapperton, musicista ventenne di Warwick, che nonostante la sua giovane età è riuscito a creare un piccolo mondo attorno a sé. Di particolare impatto è il lato estetico, sfruttato appieno grazie al capace uso di Instagram, delle foto promozionali e dei non meno importanti e curatissimi video, come quello dell’inedito Prune, You Talk Funny, diretto dall’abile e superbo Matthew Dillon Cohen. Gus è il protagonista principale, che ci guida in un viaggio al crepuscolo tra le campagne inglesi, in un’atmosfera sognante arricchita da coreografie durante le quali compare anche una singolare ciambella ballerina. Nel mentre i Ci❤Ci (Cucineremo Ciambelle) hanno pubblicato la loro seconda anticipazione, che precede l’album d’esordio, la cui uscita è prevista per il 2018 via V4V. Anatema è un brano malinconico e leggero, in linea con le sonorità dell’etichetta referente all’emo, accompagnato da un sincero e autoprodotto video-diario in bianco e nero. Di ben diversa realizzazione è il clip che accompagna Out There dei Long Distance Calling, anticipazione di Boundless, settimo album della band la cui pubblicazione è prevista per i primi mesi del 2018. L’aria gelida trasmessa dalle immagini di una foresta dai colori vividi e alterati si fondono con le sonorità della band tedesca, che da oltre un decennio è alfiere del post-metal.
I leggendari Machine Head, dopo quattro anni di silenzio, torneranno sulle scene con Catharsis, nono album della loro carriera e secondo con Nuclear Blast. Il brano omonimo che anticipa la pubblicazione dell’album ha un forte rimando all’estetica dei clip alternative rock anni ‘90. Tonalità seppia dominano le immagini, fra transizioni e slowmotion che ritraggono i musicisti e un corpo di ballo prigionieri di una cella di sicurezza imbottita. Altre novità in casa Nuclear Blast provengono dai Letters From The Colony, band svedese al debutto discografico previsto per il 2018. Il video di Erasing Contrast – anticipazione estratta da Vignette – è un singolare esempio di ricerca estetica in un genere che lascia poco spazio a certe evoluzioni. Nel clip osserviamo i membri della band eseguire il brano in playback, il tutto alternato a immagini di simmetriche coreografie e paesaggi arrichiti da elementi in computer grafica. Tecnica simile usata anche nel video di Bone Pointer dei Minors, band canadese che propone un violentissimo post-hardcore e che si trova in prossimità del debutto discografico per Holy Roar Records. Il brano anticipa Athrophy ed è accompagnato da un clip introspettivo, carico di malessere interiore, sensazioni ampiamente trasmesse dalle immagini nebbiose e grigie degli scenari proposti.
Gli ultimi due brani sono anch’essi due anticipazioni per il prossimo e imminente anno. Ad anticipare la chiusura troviamo i Windhand dalla Virginia, che da dieci anni propongono un doom abrasivo, carico di overdrive. Old Evil farà parte dello split con i Satan Spirit e sarà pubblicato da Relapse Records, mentre il clip è un pezzo di acida ed esoterica opera visual dai colori violacei.
In chiusura gli australiani YLVA, protagonisti del loro debutto il prossimo anno via Pelagic Records. M E T A è il titolo dell’album, da cui è stato estratto il singolo Hunting Room, un brano di cadenzato e scuro post-metal accompagnato da un video che omaggia – prendendone piena ispirazione – Black Swan, opera cinematografica del 2010 firmata Darren Aronofsky.
